La campagna elettorale è cominciata. Con la conferenza stampa dei quattro consiglieri del PD che hanno sfiduciato Cuomo si sono aperte le danze. Il messaggio è stato lanciato chiaro e forte. Il PD, ai massimi livelli provinciali e regionali, scelga senza mezzi termini. La stagione delle mediazioni, dei compromessi, delle pastoie partitiche è finita. La città prima ...è un incipit inequivocabile di un documento duro e sferzante. O con Cuomo ed i suoi alleati o con chi ha aperto il tema del dissenso e della sfiducia. Non si torna indietro. Chi ancora tentenna, chi ancora è alla finestra, è fuori della partita. La ricucitura non è possibile pena la impossibilità di interfacciarsi con la città. La città non capirebbe una ennesima giravolta, un "vogliamoci bene" dal sapore antico, stantio, di una politica superata. La gente ormai non fa sconti al cospetto di un quadro politico opaco, ibrido e privo di prospettive. Riproporre un PD unito nei numeri e non nelle idee, nei contenuti, nel disegno, sarebbe un autogol imperdonabile. Oggi il PD è nel guado. Oggi deve scegliere, la scelta implica una reazione a catena nelle alleanze e negli accordi a farsi. &Egra
ve; impensabile un Pd filo Cuomo che possa ricostruire un tessuto connettivo con le altre forze politiche prima ancora che con la città. Diversamente se a spuntarla saranno quelli dell'altra metà della mela, chi ha sfiduciato il Sindaco, ha dalla sua la scommessa di aver mandata a casa il sidnaco al cospetto del grido d'allarme della città. La sfida è lanciata, ed a supportare il terreno locale sono entrati in campo a gamba tesa senza peli sulla lingua anche i big della politica regionale, Casillo e Cozzolino. Anche gli equivoci degli ultimi giorni sono stati dissipati. Casillo, oltre che in nome e per conto, direttamente ha sfiduciato Cuomo e con lui una filiera renziana di primo ordine, di chi ha la leadership nel paese ed in Campania. Immaginare, oggi con le forze in campo un PD senza i Renziani a Castellammare è utopistico ed anacronistico. A Cuomo resta solo un cartello correntizio che fa capo a Topo, dato in discesa verticale nello share della politica campana. Ora si aspettano le mosse di Carpentieri, alle prese con la difesa della sua posizione di segretario provinciale del PD e che, inesorabilmente, dovrà abbandonare lo scettro del comando in città.