Imu e Tasi, arriva la stangata. Il commissario ha dato ordine di affiggere i manifesti in città per comunicare agli stabiesi le modalità e le scadenze per il pagamento della prima rata delle imposte su casa e rifiuti, acconto della somma che dovrà essere versata per l'anno in corso. Entro il 16 giugno, dunque, gli stabiesi dovranno provvedere al pagamento di Imu e Tasi, attenendosi alle disposizioni che il funzionario inviato dal prefetto di Napoli ha messo in atto in considerazione del dissesto finanziario in cui versa il Comune di Castellammare. La politica di risanamento dei conti pubblici avviata dall'amministrazione Cuomo, dunque, impone il pagamento del massimo delle aliquote, al 10,6 per mille, per entrambi i tributi, anche se per la prima casa permangono tutte le agevolazioni vigenti a livello nazionale. L'ulteriore novità per l'anno in corso, tuttavia, riguarda l'ente che dovrà occuparsi della riscossione dei tributi, la Soget, un'azienda privata che si è aggiudicata l'appalto per i prossimi cinque anni mediante una procedura di esternalizzazione improntata dal Comune, che finora aveva spedito il bollettino con gli importi da pagare nelle case degli stabiesi. I cittadini non hanno ricevuto stavolta alcun avviso nella propria cassetta postale e avra
nno due giorni di tempo per informarsi e pagare con l'aggravante dell'aumento dell'imposta causato del dissesto. Gaetano Cimmino, candidato sindaco della coalizione di centrodestra, ha cavalcato l'onda per lanciare una stoccata al Pd, responsabile, a suo avviso, dell'incremento delle tasse: «Ringrazio il centrosinistra per l'aumento delle aliquote dell'Imu e della Tasi da pagare entro il prossimo 16 giugno - ha affermato Cimmino in un video diffuso attraverso i social -. Le aliquote sono passate dal 4 per mille del 2011 al 10,6 per mille di quest'anno, un aumento generato esclusivamente dal dissesto voluto fortemente dall'amministrazione di centrosinistra capitanata dal Partito Democratico». La replica arriva tuttavia da parte di Roberto Elefante, candidato al consiglio comunale nella lista del Pd, il quale punzecchia Cimmino facendogli notare con velata ironia un'imprecisione nella ricostruzione della vicenda: «Un candidato sindaco che non conosce nemmeno la differenza tra aliquota prima casa che oggi non si paga più e aliquota seconda casa che passa, caro candidato, dal 7 per mille al 10,6...» ha sottolineato Elefante. Lo scontro dunque si estende anche sul tema delle imposte, dopo i recenti “botta e risposta” sui lavori in villa e sul mercato del voto.