Crescono le tensioni attorno alla gestione del servizio di igiene urbana a Castellammare di Stabia. Con una nota ufficiale inviata al Comune e alla società Velia Ambiente S.r.l., le organizzazioni sindacali di categoria (Fp Cgil, UilTrasporti e Fiadel) denunciano gravi criticità organizzative, carichi di lavoro eccessivi e un uso strutturale del lavoro precario, chiedendo una revisione urgente delle regole che oggi limitano le assunzioni stabili.
Nel documento, i sindacati richiamano l’articolo 38 del Capitolato Speciale dell’appalto, che di fatto vieta nuove assunzioni strutturali e considera ogni incremento di personale come un costo aggiuntivo non riconoscibile nel canone. Una previsione che, secondo le sigle sindacali, non tiene conto della realtà attuale del servizio.
Il nodo centrale è la progressiva riduzione dell’organico. Il personale effettivamente impiegato risulta oggi molto inferiore a quello previsto nel piano industriale originario, anche a causa dell’invecchiamento anagrafico e dei pensionamenti. Una situazione che ha prodotto, spiegano i sindacati, un aumento significativo dei carichi di lavoro per gli addetti, con ripercussioni su stress, sicurezza e rispetto dei tempi di riposo.
Per far fronte alle carenze, Velia Ambiente sarebbe costretta a ricorrere in modo sistematico a personale esterno e a contratti a tempo determinato. Una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, snatura la funzione del lavoro a termine, che la normativa prevede solo per esigenze temporanee ed eccezionali, e non come soluzione strutturale a un sotto-organico cronico.
«Si crea un vero e proprio corto circuito – si legge nella nota –: da un lato il capitolato blocca le assunzioni a tempo indeterminato, dall’altro costringe l’azienda a u
n uso continuo del lavoro precario». Un meccanismo che, oltre a penalizzare i lavoratori, rischia di compromettere la qualità e la continuità del servizio reso ai cittadini.
I sindacati richiamano anche i principi del Codice degli Appalti, in particolare quelli relativi alla qualità del servizio, alla tutela del lavoro e alle clausole sociali, sottolineando come l’attuale assetto non sia più coerente con l’interesse pubblico. Viene inoltre evidenziato che una gestione non conforme alla disciplina giuslavoristica può esporre anche il Comune a rischi giuridici ed economici, in virtù della responsabilità solidale prevista dalla legge.
Tra le richieste avanzate all’Amministrazione comunale figurano la revisione delle limitazioni alle assunzioni previste dall’articolo 38, la promozione di nuove assunzioni stabili, l’avvio di procedure selettive pubbliche improntate a trasparenza e imparzialità e l’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali.
A sostegno delle proprie istanze, le sigle citano l’esempio del Comune di Torre del Greco, dove – a parità di complessità del servizio – si è fatto ricorso a selezioni pubbliche per rafforzare l’organico, migliorando continuità operativa e qualità del servizio.
«Non chiediamo di violare il contratto – precisano i sindacati – ma una sua interpretazione evolutiva e funzionale, capace di evitare il progressivo deterioramento del servizio e di tutelare lavoratori, amministrazione e cittadini». Ora la palla passa al Comune di Castellammare di Stabia, chiamato a dare una risposta a una vertenza che tocca direttamente decoro urbano, legalità e qualità dei servizi pubblici.