Il verdetto era già pressoché scontato da una settimana, ma stamattina è arrivata l'ufficialità. Eduardo Melisse è il nuovo presidente del consiglio comunale. L'architetto ha prevalso alla terza votazione con 16 voti in suo favore contro i 9 del suo avversario Vincenzo Amato. L'applauso della platea ha accolto l'elezione di Melisse, visibilmente emozionato nel momento in cui ha ricevuto l'investitura ufficiale. Il primo importante banco di prova per il sindaco è stato dunque superato a pieno voti e la fedeltà dei consiglieri eletti nella sua coalizione è stata pienamente confermata dalla votazione odierna. La maggioranza compatta ha votato in favore di Melisse, mentre l'opposizione ha presentato i primi segnali di cedimento nella scelta dei due vicepresidenti. Salvatore Ercolano, infatti, è stato nominato vicepresidente vicario con 20 voti, quattro dei quali provenienti dalle fazioni politiche avverse, mentre il vicepresidente dell'opposizione non è stato ancora nominato a causa delle vicende giudiziarie in cui è coinvolto da qualche giorno Massimiliano De Iulio, candidato insieme ad Antonio Marino per l'incarico. Prima Stabia aveva dapprima richiesto il rinvio del consiglio comunale, poi, dinanzi all'impossibilità di dar seguito alla proposta, ha deciso di ritirare entrambe le candidature differendo l
a nomina ad altra data. Per Melisse, invece, si tratta di un premio alla fedeltà dimostrata nei confronti del Pd, partito di cui l'architetto ha sposato di recente il progetto dopo aver sostenuto il centrosinistra e Nicola Cuomo durante la precedente consiliatura. «Sono felice ed emozionato - ha affermato Melisse -. Spero che in questa sede possiamo assistere a poche parole e molti fatti concreti. Occorre mettere da parte i litigi e le incomprensioni e fare in modo che maggioranza e opposizione collaborino soprattutto sui temi più importanti per la città. La politica a Castellammare ha perso negli ultimi anni la dignità e il rispetto da parte dei cittadini. Dobbiamo pertanto fare tesoro degli errori del passato con l'obiettivo di non ripeterli, al fine di evitare che i nostri figli siano costretti a scappare via per lavorare o per vivere in un contesto meno degradato. Questa città ha subito tanti soprusi e ha bisogno di rinascere. Mi rivolgo ai sindacati, alle comunità cattoliche, alle associazioni, agli imprenditori, agli operai e ai più deboli. Insieme dobbiamo cooperare per restituire la speranza alla città e fare gli interessi della collettività. Da parte mia, sarò un presidente super partes e farò di tutto affinché l'amministrazione comunale contribuisca al rilancio di Castellammare».