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Castellammare - Dopo le dimissioni Cuomo replica a Iovino: ''tanto rumore per nulla''

L'annuncio delle dimissioni e poi il momento di replicare alle domande e alle accuse avanzate nelle ultime settimane sulla vertenza Terme di Stabia, a partire dall'ex capogruppo Pd Francesco Iovino e agli imprenditori di ''Ars Nova''.

di Raffaele Cava


   Nicola Cuomo

L'annuncio delle dimissioni e poi il momento di replicare alle domande e alle accuse avanzate nelle ultime settimane sulla vertenza Terme di Stabia, a partire dall'ex capogruppo Pd Francesco Iovino e agli imprenditori di "Ars Nova" che avevano presentato un project financing per prendere la gestione delle Antiche Terme. Il sindaco Nicola Cuomo dopo aver annunciato le sue dimissioni trova il modo di rispondere.
"Mi trovo costretto a rassegnare le dimissioni avendo amaramente constatato di non avere più la forza politica per andare avanti, ma la città ha molteplici problemi e lavorerò fino all'ultimo respiro", è l'incipit del discorso. Il primo cittadino spiega che i suoi appelli alle istituzioni sono rimasti inascoltati, "è anche un segnale che voglio dare a Regione e Governo".
Poi passa alla replica al j'accuse del consigliere Iovino. "Rispondo alle domande di Iovino con serenitià, in merito al trasferimento delle Antiche Terme tra i beni del Comune dico che non è vero che si è precluso la possibilità da parte di privati di presentare project financing per riaprire attività. Lo abbiamo fatto in un momento in cui la struttura era oggetto di atti vandalici. Chi ha presentato la proposta mi ha attaccato ingiustamente, abbiamo riposto ufficialmente con una lettera dicendo che non poteva essere presa in considerazione perché con l'approvazione della delibera numero 56 abbiamo stabilito che i due complessi termali devono viaggiare unitamente. Non si poteva accettare una proposta che separava il destino dei due stabilimenti, siamo vincolati a quanto ha deciso il consiglio comunale con quella delibera. Aggiungo che si trattava di una proposta irricevibile anche dal punto di vista giuridico per la sua estrema esemplificazione. Tuttavia si può sempre partecipare al bando di privatizzazione dei due stabilimenti a meno che non si decida di separare il loro corso".
"Sulla delibera di Sint è stato fatto tanto rumore per nulla. Il dirigente del settore Economico ha pre

disposto una proposta di cui io non ero a conoscenza, per poi proporla alla giunta come nelle sue facoltà. Una proposta che deriva dal fatto che la legge di Stabilità impone di stilare una relazione sulle partecipate comunali e che prevede la messa in liquidazione per quelle che per tre anni consecutivi hanno chiuso bilancio negativo. In giunta non siamo riusciti ad esaminare quella proposta, e soltanto due assessori la firmarono ma poi subito dopo chiesi di verificare la scadenza per la presentazione della relazione, fissata per il 31 marzo 2015. Dopo aver verificato che si tratta di un termine ordinatorio e senza rischio di sanzioni, abbiamo deciso di rinviare la discussione. Voglio che Sint resti la società proprietaria degli immobili delle terme ma che non li rischi. L'amministratore Vanacore ha redatto un piano di riequilibrio dal quale si capisce che la società può restare in vita, ho chiesto incontri a Regione e Governo perché da solo il Comune non può risolvere la vertenza. Appelli senza risposta, sono stato che la problematica venga sottovalutata dai livelli sovra comunali.
Poi chiude l'intervento leggendo l'ordine del giorno firmato da lui e i sette consiglieri comunali rimasti sulla sua linea, sonoramente bocciato con 11 no, 8 sì e 2 astenuti, che sottolinea "l'urgenza di avviare l'esercizio provvisorio da parte della curatela fallimentare". Una proposta che demanda, secondo i termini di legge, al curatore fallimentare di Terme Massimo Sequino di "valutare la richiesta di gestione da parte della società Centro Laser srl" e che "ponga in essere le procedure per il bando di affidamento provvisorio ai privati per il tempo necessario ad elaborare il bando di privatizzazione, invitiamo la curatela a predisporre istanza di cassa integrazione alla Regione e a sostenerne gli oneri". Inoltre attivare "l'inserimento dei lavoratori nell'area di crisi e avviare ogni attività per la ripresa, la ricollocazione e il reinserimento delle unità anche tramite il contratto di area torrese-stabiese, ed infine la salvaguardia delle convenzioni".


mercoledì 15 aprile 2015 - 12:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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