Un invito a dedurre rivolto agli ex sindaci e dirigenti comunali per chiarire le ragioni che li hanno indotti a non approvare i bilanci dell'Asam e non metterla in liquidazione, nonostante dal 2003 il servizio idrico cittadino sia passato alla Gori. La Corte dei Conti ha provveduto all'invio della notifica agli ex sindaci da Catello Polito e Nicola Cuomo, passando per Ersilia Salvato, Salvatore Vozza e Luigi Bobbio, oltre ai commissari prefettizi, ai dirigenti del settore Tributi e gli assessori al Bilancio. Tutti sono chiamati entro 45 giorni a presentare le loro motivazioni alla magistratura tributaria prima della chiusura della fase preliminare delle indagini, dopodiché l'accusa farà le sue richieste al giudice. L'Azienda Speciale Servizi Idrici Integrati ha accumulato un debito di circa 16 milioni di euro, molti dei quali risalenti persino agli anni '80, quando il Comune si riforniva presso la Cassa del Mezzogiorno, ma negli anni a seguire i debitori erano soprattutto fabbriche navali e imprenditori che non hanno mai pagato la fornitura idrica fino al 2003, allorché il servizio idrico cittadino fu trasferito alla Gori che, tra l'altro, ereditò dipendenti e strutture ma non i debiti, rimasti tutti all'Asam. A “salvare” gli ex sindaci potrebbero
essere i contenziosi, alcuni dei quali tuttora in essere, che non consentivano l'approvazione dei bilanci, pena la ricaduta dell'intera massa debitoria dell'Asam sulle casse comunali. In particolare, i debiti verso Acqua Campania sono al centro di un contenzioso da circa 4 milioni di euro con sentenza di primo grado favorevole al Comune. Ma tra i creditori c'è anche l'Enel, che vanta 3 milioni e 300mila euro, oltre alla stessa Gori (quasi 2 milioni) ed Equitalia, per la quale si attende l'esito della rottamazione delle cartelle. I primi atti per la messa in liquidazione risalgono all'amministrazione Cuomo, quando l'ex primo cittadino cambiò i revisori dei conti e nominò Elvira Russo commissario liquidatore. La chiusura della partecipata fu avviata, dunque, nel 2015, nonostante la presenza di contenziosi in essere, tenuto conto in ogni caso che la stessa non era attiva da oltre dieci anni. Il 15 dicembre 2016, infine, l'attuale amministrazione comunale ha approvato una delibera in consiglio comunale sulle perdite dalla sua costituzione al 2012, pari a 16 milioni e 700mila euro, e sulle perdite tra il 2013 e il 2015, quantificate in 791mila euro. Toccherà ora agli ex sindaci esporre le rispettive motivazioni alla magistratura e giustificare il proprio operato.