Il progetto di restauro dell'ex Casa del Fascio, destinata ad ospitare la biblioteca comunale, potrebbe essere finalmente arrivato ad un punto di svolta. Il Comune ha ricevuto ieri le chiavi dal giudice, il che velocizzerà notevolmente la ripresa e la conseguente conclusione dei lavori. Il restauro dell'ex Casa del Fascio è al centro di un contenzioso tra il Comune e le ditte che detenevano la gestione del cantiere prima dell'interruzione dei lavori, prolungatasi a causa della scadenza dei termini previsti nell'ambito del piano PIU Europa. L'opera era stata completata al 90% dalle aziende ATI Valentino Giuseppe Srl e Impregiva Srl, ma la risoluzione del contratto con le due società ha lasciato strascichi pesanti, certificati dalle cause in atto presso il Tribunale di Torre Annunziata. ATI e Impregiva, infatti, chiedono circa 600mila euro per le opere compiute; il Comune di Castellammare, invece, pre
tende il risarcimento di 750mila euro per le opere incompiute. Su richiesta dell'ATI, inoltre, il tribunale ha affidato le controdeduzioni ad un tecnico nominato per il caso in questione e una relazione inquietante farebbe temere persino il rischio di un crollo della struttura. Il Comune, dal canto suo, aveva deciso durante la precedente gestione amministrativa di affidare i lavori alla Scalabrini Costruzioni di Napoli, ma la sospensione dei lavori ha impedito che la ditta potesse prendere possesso del cantiere. La restituzione delle chiavi al Comune, tuttavia, potrebbe imprimere un'accelerazione decisiva al completamento dell'opera. A breve, infatti, è previsto un sopralluogo atto a verificare l'agibilità della struttura. Qualora l'esito dovesse essere positivo, i lavori dovrebbero riprendere a breve grazie ai fondi rimodulati dalla Regione, indipendentemente dai procedimenti legali attualmente in corso.