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Castellammare - Bobbio, le motivazioni della sentenza. «Condotta grave, retribuì un amico con denaro pubblico»

L'ex sindaco è stato condannato in primo grado a un anno e otto mesi per abuso d'ufficio. I giudici descrivono De Vita come «soggetto incline a mistificare la realtà a proprio vantaggio». Battinelli invece «non ebbe alcun tornaconto economico».

di Giancarlo Esposito


«Condotta oggettivamente grave per la palese strumentalizzazione della pubblica funzione, piegata al fine di retribuire con denaro pubblico chi aveva come merito solo quello di essere suo amico». I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Antonio Pepe, a latere Mariaconcetta Criscuolo e Federica De Maio) hanno depositato le motivazioni della sentenza di primo grado per il processo realtivo alla “cabina di regia” istituita durante l'amministrazione Bobbio, tracciando un ritratto a tinte fosche dell'ex sindaco.

Bobbio aveva nominato Francesco De Vita, suo testimone di nozze, coordinatore della cabina di regia con un indennizzo di 120mila euro annui, oltre al rimborso delle spese. L'ex pm della Dda di Napoli, ora in servizio nel tribunale di Nocera Inferiore, è stato condannato in primo grado a un atto e otto mesi di reclusione con annessa interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso d'ufficio.

Nelle 77 pagine di motivazioni, i giudici ripercorrono le tappe della nomina di De Vita a coordinatore di un organismo che «non esisteva al momento dell'avviso pubblico». 

E pensare che De Vita, condannato a 4 anni e mezzo per abuso d'ufficio e peculato, poteva venire a Castellammare solo nei weekend, dato che nei giorni feriali lavorava in Trenitalia. I giudici lo descrivono come «soggetto incline a mistificare la realtà a proprio vantaggio, anche proponendo ricostruzioni dei fatti al limite della boutade. (…) Non ha esitato a profittare dell'occasione offertagli dall'elezione di Bobbio e, dopo aver già conseguito un rilevante profitto economico con un incarico a cui non aveva diritto, ha speculato ulteriormente sulla situazione crea

tasi, incurante delle difficoltà economiche del Comune e senza alcun rispetto per i contribuenti stabiesi».

Più mite il quadro relativo al dirigente comunale Vincenzo Battinelli, condannato a due anni per concorso in peculato, avendo dato l'ok alle liquidazioni in favore di De Vita. «Non ebbe alcun tornaconto economico» spiegano i giudici, secondo i quali il dirigente operò in tal modo per «non frapporre ostacoli a chi sapeva essere legato da vincoli strettissimi con l'esponente apicale dell'amministrazione comunale e preferì evidentemente non correre il rischio di entrare in collisione con Bobbio».

La cabina di regia non produsse mai un verbale o una convocazione scritta e le relazioni emerse su richiesta dell'opposizione furono perlopiù copiate, come ammise lo stesso De Vita, che ha usufruito di circa 30mila euro di rimborsi spesa ingiustificati per hotel e ristoranti. Gli scontrini di De Vita erano rimborsati facendo pagare al Comune di Castellammare i conti di soggiorni in albergo e ristoranti.

De Vita avrebbe cenato a spese del Comune in 98 locali, 70 dei quali a Roma e a Milano e pare che abbia persino pagato 100 euro per una bottiglia di vino. Tra le figure che emergono in questo contesto, spicca Martina Malà, l'ex fidanzata di De Vita, di origine ceca, ospite dell'hotel Principe di Savoia in sua compagnia.

L'avvocato a processo ha sostenuto di esserne ancora innamorato e di fermarsi con lei per qualche aperitivo mentre era a Milano per parlare del rilancio di Castellammare. De Vita dichiara di non aver dormito con lei, ma di averle solo concesso la possibilità di usare la spa. E ora c'è il rischio che il processo possa coinvolgere anche la donna.

Castellammare - L'ex sindaco Bobbio condannato a un anno e otto mesi per abuso d'ufficio


mercoledì 31 maggio 2017 - 18:31 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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