Le Antiche Terme non riapriranno entro la fine di luglio. A due giorni dal termine del mese in corso, non ci sono ancora i presupposti per riconsegnare la struttura di Piazzale Amendola agli stabiesi e il progetto rischia persino di slittare alla fine dell'estate. Nelle scorse settimane il consigliere regionale Alfonso Longobardi e il sindaco Antonio Pannullo avevano incontrato in più occasioni i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Terme di Stabia a Palazzo Farnese, ponendo le basi per un'imminente riapertura al pubblico del complesso termale ma, quando tutto sembrava volgere al meglio, sono subentrati alcuni intoppi che hanno impedito di fatto che fossero rispettate le scadenze previste dalla tabella di marcia. In primis, non è ancora stato ufficializzato l'esito delle analisi chimiche e batteriologiche sull'acqua delle fonti ex Vanacore. Nei giorni scorsi, si paventava un'eventuale presenza di impurità dell'acqua, ipotesi negata con fermezza dal primo cittadino stabiese. «Le Antiche Terme riapriranno a breve» ha sentenziato Pannullo, senza tuttavia definire una data precisa per la restituzione del Parco idropinico alla città. Un altro scoglio, tutt'altro che superfluo, riguarda la selezione e la distribuzione dei compiti fra gli ex termali c
oinvolti nel progetto. La scelta di privilegiare i lavoratori che non godono di alcun sostegno al reddito e che sono rimasti esclusi dal ciclo produttivo è stata ormai definita, così come il ricorso ai voucher della Regione Campania per il pagamento degli stipendi. Si procederà con due turni quotidiani e una rotazione settimanale o quindicinale dei lavoratori, il che implica una complessa selezione del personale impegnato all'interno della struttura, dato che non tutti gli ex dipendenti potranno essere impiegati nel progetto, la cui durata non dovrebbe superare i 120 giorni in via sperimentale con la speranza di strappare le vecchie convenzioni all'Asl e riaprire definitivamente la struttura entro il 2017. Nel frattempo, Alessandro Zingone, capogruppo consiliare di Per Castellammare, ha richiesto la convocazione di una conferenza istituzionale a Palazzo Farnese per avere un resoconto di quello che sta accadendo e capire modi e tempi della riapertura delle Antiche terme. D'altra parte, un ulteriore ritardo sulla tabella di marcia rischia di vanificare l'intento del progetto, dato che, con l'avvicinarsi dell'autunno, l'eco mediatica sarebbe ridotta ai minimi termini e l'impatto sul turismo potrebbe risultare nettamente inferiore alle attese e all'importanza dell'investimento.