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Castellammare - Antiche Terme, l'opposizione incalza: «Annunci senza riscontro, la maggioranza è ferma a un anno fa»

Vozza: «La maggioranza è divisa per feudi e questo fattore porta la città a sbattere contro un muro». Cimmino: «Ci aspettavamo un'ammissione di colpe». Amato: «I paletti da noi richiesti in Commissione Finanze hanno evitato uno scempio». Ungaro: «Urge una riflessione politica».

di Mauro De Riso


«La maggioranza è ferma a un anno fa». Questa è l'amara constatazione espressa dai consiglieri di opposizione in seguito all'esito negativo della procedura pubblica per la ricerca di un promotore di project financing per il rilancio delle Antiche Terme, che ha azzerato il percorso intrapreso finora per far ripartire il termalismo nella struttura di Piazzale Amendola. L'opposizione ha deciso di far sentire la propria voce per chiedere la convocazione urgente di un consiglio comunale in cui discutere in merito alle iniziative da mettere in campo per la rinascita delle Terme. I consiglieri di minoranza chiedono, tra l'altro, la revoca delle procedure di gara indette dalla Sint, l'applicazione del regolamento sul controllo analogo e l'istituzione di una commissione consiliare d’indagine sulle società partecipate e le aziende speciali dell’Ente.

«Non siamo qui per dire che avevamo ragione - ha sottolineato Salvatore Vozza, consigliere del gruppo Per Castellammare -, ma per contribuire a rilanciare il termalismo a Castellammare di Stabia. Era in programma mercoledì scorso una conferenza dei capigruppo, ma la maggioranza non si è presentata. Abbiamo esposto in un comunicato la richiesta di convocare un consiglio comunale e una cortina di silenzio è calata tra i corridoi di Palazzo Farnese. Non si può vivere esclusivamente di scambi di battute sui giornali quando è in ballo il futuro delle Terme e dei termali. La nostra richiesta parte dal desiderio di contribuire fattivamente alla rinascita di un bene di fondamentale importanza per la città. Il consiglio comunale è il luogo ideale per far sentire la nostra voce, ma noi saremmo anche disposti a ritirare la richiesta qualora il sindaco ci mostrasse un gesto conciliante. Si cominci a discutere di come riaprire la stazione, di come riqualificare Caserma Cristallina, Leonardo Fea e Colonia dei Ferrovieri, di come sviluppare un piano industriale per il Solaro, e si blocchi intanto la vendita dei cespiti ritenuti non strategici. Senza la creazione di un contesto adeguato, come si incentivano gli imprenditori ad investire sulle Terme? Ci tengo a ricordare, inoltre, che nel dicembre 2015 è stato approvato con delibera commissariale il nuovo regolamento per il controllo analogo, entrato in vigore a gennaio 2016 ma mai applicato per le partecipate comunali. Esso richiedeva l'istituzione di un comitato con una serie di compiti, tra cui la stesura di una relazione da portare in consiglio comunale 15 giorni dopo il Dup. Mi viene da pensare che tante riunioni e assemblee dei soci presentino profili di illegittimità a causa della mancata applicazione di un atto approvato».

Vozza poi ha incalzato l'amministrazione comunale, facendo riferimento anche alla richiesta di Area Civica di una rivisitazione delle deleghe all'interno della Giunta. «La maggioranza è divisa per feudi e questo fattore porta la città a sbattere contro un muro - ha affermato il consigliere comunale di opposizione -. Il sindaco ha il dovere di fermare questo gioco perché agli stabiesi servono ben altre risposte. La politica degli annunci non conduce da nessuna parte. La questione Terme è complicata e, se affrontata con approssimazione, non può che produrre pasticci. Il project financing è il primo atto che questa amminstrazione ha messo in campo, una procedura che tra l'altro si è rivelata inefficiente. Un anno dopo l'insediamento del sindaco, ci troviamo a commentare il fallimento del bando per l'affidamento del Parco delle Nuove Terme, lo stop al project financing per le Antiche Terme, l'assenza di un piano di rilancio per il complesso del Solaro. Siamo tornati al 2016 e credo sia arrivato anche il momento di invertire questa drammatica tendenza. A questa città servono fatti concreti, non azioni finalizzate ad ammorb

idire le asprezze della maggioranza».

«Ci saremmo apsettati un'ammissione di colpa da parte dei responsabili del fallimento della procedura per la ricerca di un promotore di project financing per le Antiche Terme - ha sottolineato Gaetano Cimmino, consigliere del gruppo Prima Stabia -. E invece ci troviamo ancora dinanzi ad una maggioranza sorda, che ha accantonato le nostre proposte per seguire una strada rivelatasi finora infruttuosa. I toni trionfalistici del vicesindaco Andrea Di Martino non trovano riscontro nei fatti e gli annunci ripetuti negli ultimi mesi hanno messo in mostra tutta la loro inconsistenza. Siamo stati accusati di aver attuato strumentalizzazioni politiche, ma l'evidenza è ben altra. Per la prima volta nella storia recente, l'opposizione sta adottando un modus operandi basato su una collaborazione fattiva nella risoluzione dei problemi della città, scontrandosi tuttavia con il muro eretto dalla maggioranza, a cui ora chiediamo un confronto con proposte concrete e non preconfezionato tra le stanze di Palazzo Farnese».

Cimmino ha poi effettuato alcune puntualizzazioni nei confronti di un'amministrazione che, a suo dire, si è arrogata meriti che non le appartengono. «Il sindaco si è inorgoglito per aver restituito la villa comunale agli stabiesi - ha proseguito Cimmino -. Ebbene, i fondi europei sono stati intercettati da Vozza, l'appalto è stato portato avanti da Bobbio, il cantiere è stato aperto da Cuomo. L'amministrazione Pannullo si è trovata in una fase già molto avanzata e, nonostante tutto, la riapertura della villa è tuttora parziale ed è stata oggetto di svariate proroghe. L'unica proposta effettuata fino ad oggi riguarda il project financing e in tal senso i fatti parlano da soli».

«Occorre un'importante riflessione politica dopo il passo falso del project - ha spiegato Vincenzo Ungaro, consigliere comunale del gruppo Prima Stabia -. I responsabili dovranno riconoscere i propri errori e invitare anche noi a fornire un contributo alla causa. La Commissione Finanze deve riapproriarsi adesso del ruolo cardine per affrontare una discussione seria e matura e produrre soluzioni differenti rispetto a quello che finora ci è stato propinato».

«Questa non è un bel momento per la città - ha affermato Antonio Cimmino, consigliere comunale del Gruppo Misto -. È arrivato il momento di riflettere con serietà e impegno sui temi del turismo e dell'occupazione. Iniziamo dal rilancio del termalismo per ripartire gradualmente sfruttando le risorse di cui gode questa città. Il fallimento del project financing deriva dall'assenza di una proposta allenttate per gli imprenditori. Costruiamo un progetto concreto e il discorso muterà radicalmente».

«La procedura è fallita grazie ai paletti che abbiamo chiesto di introdurre nel bando in Commissione Finanze - ha spiegato Vincenzo Amato, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle -. Lo ritengo un successo, perché in tal modo abbiamo evitato di far passare il progetto presentato da un'Ati composta da una società insolvente e un'altra in liquidazione. Il Movimento 5 Stelle è impegnato costantemente per stimolare l'interesse della giunta De Luca sulla questione Terme e il rilancio del termalismo non può certo passare attraverso un programma di spettacoli fine a sé stesso. La struttura deve essere ristrutturata e finalizzata ad un progetto serio, dopodiché si può pensare di affidarla ad un privato. Nel frattempo, la Sint dovrebbe occuparsi della gestione inglobando anche i termali. Tutti gli annunci di presunte cordate sono stati smentiti dai fatti e per la maggioranza è arrivato il momento di attuare una politica di collaborazione chiedendo scusa alla città».

Castellammare - Terme, fallito il project. L'opposizione chiede la convocazione urgente di un consiglio comunale


Castellammare - Caos Terme, l'opposizione: «Amministrazione ferma a un anno fa»

sabato 27 maggio 2017 - 16:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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