L'incontro avvenuto ieri a Palazzo Farnese tra il sindaco Antonio Pannullo, il consigliere regionale Alfonso Longobardi e i rappresentanti sindacali dei lavoratori delle Terme di Stabia ha sortito riscontri estremamente positivi in vista di un'imminente riapertura del Parco idropinico delle Antiche Terme con conseguenti nuove opportunità occupazionali per gli ex dipendenti. Entro la fine del mese le Antiche Terme saranno riaperte esclusivamente per la mescita e per le cure idropiniche e l'ingresso sarà regolato da un ticket con riduzioni per i residenti a Castellammare. Nella giornata di giovedì le parti si aggiorneranno per discutere in merito alla modalità di assunzione dei termali, circa 200, rimasti senza lavoro dopo il fallimento del complesso del Solaro. La struttura riaprirà entro la fine di luglio in via sperimentale, con la prospettiva di riattivare l'intero complesso entro la fine del 2017. Palese la soddisfazione dei sindacati Cisl e Uil, che hanno accolto di buon grado l'opportunità di un reinserimento nel mondo del lavoro per i termali, anche se la stabilità occupazionale per ora è soltanto un miraggio.
«Siamo felici di aver riscontrato una forte volontà politica finalizzata alla riapertura delle Antiche Terme - ha affermato Salvatore Suarato (Cisl) -. Il sindaco ci ha assicurato, grazie anche alla pressione degli esponenti regionali, che saranno impiegati nella struttura gli ex lavoratori delle Terme di Stabia rimasti esclusi dal ciclo produttivo. In presenza dei rappresentanti di Cisl, Uil, Cgil e Ugl, Pannullo ha esposto la sua idea di convocare i sindacati per un'altra riunione tecnica atta a definire le forze iniziali da mettere in campo per la sola finalità delle cure idropiniche, prospettando tuttavia un impegno solerte in vista della riattivazione di tutti gli altri servizi entro il prossimo anno. Dato che il Comune è in
dissesto, non sono previste assunzioni dirette, pertanto occorrerà stabilire se fare ricorso ai voucher o ad un'agenzia interinale a cui affidare la gestione delle assunzioni. Il Comune ha ricevuto per ora la concessione per le acque della chiusa ex Vanacore e le cure idropiniche saranno articolate in due turni tra la mattina e il pomeriggio, nel corso dei quali saranno impiegati tre lavoratori alla volta. Questi sei dipendenti si alterneranno con gli altri con cadenza settimanale o quindicinale e sarà data priorità a quelli che non hanno un sostegno al reddito e che nel frattempo non sono riusciti ad immettersi nuovamente nel mondo del lavoro. Le acque, inoltre, saranno impiegate per la mescita per un'ora al mattino e un'altra ora al pomeriggio e il dottor Michele Di Capua, specialista in idrologia, sarà a disposizione per le prescrizioni mediche».
«Siamo abbastanza soddisfatti perché finalmente si è aperto uno spiraglio lavorativo per i termali - ha aggiunto Luigi Natale (Uiltucs) -. Speriamo che non sia soltanto un'opportunità temporanea e che presto si proceda ad un piano di privatizzazione che garantisca maggiore stabilità lavorativa ai lavoratori. Giovedì avremo un'altra riunione in cui andremo ad approfondire gli aspetti tecnici e a determinare le modalità di assunzione (voucher o agenzia interinale) e riapertura. Per adesso la ripresa delle attività avrà una durata di tre mesi, in via sperimentale, ma la Regione e il Comune hanno promesso che faranno di tutto per recuperare le convenzioni dell'Asl e riaprire di conseguenza tutte le attività entro il 2017. Con la crisi di Terme e Fincantieri si è fermata gran parte del ciclo produttivo in città e, per tale ragione, occorre battersi a fondo per il rilancio delle Terme, la cui rinascita può rappresentare un volano per l'economia stabiese».