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Castellammare - Amministrazione sciolta per camorra, Vicinanza: «Siamo stati lasciati soli. Ho la coscienza pulita»

Nella conferenza stampa del 15 luglio l'ex sindaco Luigi Vicinanza commenta lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata. Attacco al Partito Democratico, difesa dell'operato dell'amministrazione e riflessione sulla normativa antimafia.


«Siamo qui a testa alta e con le mani pulite». È questo il messaggio con cui Luigi Vicinanza ha aperto la conferenza stampa convocata nella mattinata del 15 luglio, all'indomani della decisione del Ministero dell'Interno di sciogliere il Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata.
L'ormai ex sindaco ha rivendicato il lavoro svolto in due anni di amministrazione, respingendo ogni addebito personale e politico e rilanciando una riflessione sull'efficacia della normativa che disciplina lo scioglimento dei Comuni.
Le dichiarazioni sono state rese nel corso della conferenza stampa convocata per commentare il provvedimento del Governo.

«Castellammare è un caso nazionale»
Per Vicinanza, la vicenda di Castellammare supera i confini cittadini e rappresenta un tema di interesse nazionale.
L'ex primo cittadino ha sottolineato come il secondo scioglimento del Comune in appena cinque anni dimostri la difficoltà di amministrare territori caratterizzati da una presenza storica della criminalità organizzata.
«Le pressioni della camorra noi non le abbiamo ricevute», ha affermato, spiegando che il vero problema è il contesto criminale radicato da decenni e non singoli episodi di condizionamento diretto nei confronti dell'amministrazione comunale.

L'attacco al Partito Democratico
Tra i passaggi più duri della conferenza stampa c'è quello rivolto al Partito Democratico.
Vicinanza ha sostenuto di essere stato «lasciato solo» proprio dalla principale forza politica che avrebbe dovuto sostenerlo durante il mandato.
L'ex sindaco ha inoltre ringraziato i consiglieri comunali che, a suo dire, avrebbero resistito a «fortissime pressioni politiche» finalizzate a far cadere anticipatamente l'amministrazione.
Successivamente è tornato anche sulla composizione delle liste elettorali del 2024, spiegando di non aver partecipato alla loro costruzione.
Secondo Vicinanza, il suo ruolo era esclusivamente quello di federatore della coalizione, mentre le scelte sulle candidature sarebbero spettate ai dirigenti del partito. Per questo respinge le accuse relative a quello che alcuni esponenti politici hanno definito "civismo criminogeno".

«La camorra si combatte cambiando il contesto»
L'ex sindaco ha rivendicato le principali iniziative realizzate dall'amministrazione come strumenti concreti di contrasto alla criminalità organizzata.
Tra queste ha ricordato il recupero e la restituzione alla città di numerosi beni confiscati alla camorra, tra cui la Casa del Popolo, il Point di via Plinio il Vecchio, il centro giovanile di Scanzano e la Casa del Capitano.
Ha inoltre annunciato l'imminente apertura del Flava, storica discoteca confiscata alla criminalità organizzata, che diventerà un centro giovanile dedicato a una vittima innocente della mafia.
Per Vicinanza il vero antidoto alla camorra è il risanamento urbano, accompagnato da politiche culturali e sociali, piuttosto che la sola propaganda antimafia.

Le opere rivendicate dall'amministrazione
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Vicinanza ha ripercorso anche i risultati amministr

ativi ottenuti durante il mandato.
Ha ricordato lo sblocco del progetto del Piano Casa, l'avvio di numerosi cantieri, gli interventi di asfaltatura e le opere di riqualificazione del centro antico, sostenendo che proprio la rigenerazione urbana costituisca uno degli strumenti più efficaci per sottrarre spazi al degrado e alla criminalità.

«Non accetto lezioni di giornalismo né di legalità»
Ampio spazio anche alla propria storia professionale.
Vicinanza ha ricordato i quasi cinquant'anni di carriera giornalistica, le inchieste svolte insieme a L'Espresso e all'International Consortium of Investigative Journalists e il caso dei Paradise Papers, sostenendo di aver sempre mantenuto autonomia e indipendenza.
«Non ho mai frequentato camorristi», ha dichiarato, aggiungendo di non aver mai avuto rapporti con persone appartenenti ai clan e di non accettare lezioni né sul piano professionale né su quello della legalità.

«Aspettiamo di leggere la relazione»
Interrogato sulle motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune, l'ex sindaco ha spiegato di non conoscere ancora il contenuto della relazione della Commissione d'accesso.
«Aspettiamo di leggere la relazione», ha risposto ai giornalisti, precisando di non voler formulare ipotesi prima di conoscere gli elementi contenuti nel provvedimento.

Il caso della festa della Juve Stabia
Vicinanza ha affrontato anche uno dei temi finiti al centro del dibattito pubblico: la presenza di tre soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata durante i festeggiamenti per la storica qualificazione della Juve Stabia.
Secondo l'ex sindaco, quelle persone non erano state invitate e avrebbero semplicemente forzato i varchi senza mai salire sul palco.
Ha inoltre ricordato che la gestione dell'ordine pubblico compete esclusivamente alle forze dell'ordine e non all'amministrazione comunale.

«Tra diciotto mesi saranno i cittadini a giudicare»
Sul proprio futuro politico Vicinanza ha evitato di sbilanciarsi.
Ha spiegato che tornerà a fare ciò che ha sempre fatto, «leggere, studiare e scrivere», ricordando però che tra diciotto mesi i cittadini saranno nuovamente chiamati alle urne per eleggere una nuova amministrazione comunale.
«Oggi prevalgono amarezza e delusione, ma poi saranno i cittadini a giudicare», ha concluso.

La riflessione finale: «Va rivisto il sistema degli scioglimenti»
In chiusura, l'ex sindaco ha lanciato un appello al Partito Democratico e al legislatore nazionale affinché si apra una riflessione sull'articolo 143 del Testo unico degli enti locali, che disciplina lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose.
Vicinanza ha ricordato che Castellammare di Stabia è stata sciolta cinque volte e ha trascorso oltre dieci anni sotto gestione commissariale negli ultimi trent'anni, sostenendo che sia necessario interrogarsi sull'efficacia dell'attuale sistema.
«Non è un problema che riguarda soltanto Castellammare, ma molte città italiane», ha concluso, definendo la vicenda stabiese «un caso nazionale».

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mercoledì 15 luglio 2026 - 14:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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