"Ho firmato il decreto di sospensione di De Luca da presidente della regione Campania come da adempimento di legge". Ed ancora. "Abbiamo proceduto alla firma del decreto di sospensione senza fare riferimento a nessuna motivazione ad hoc". Così, ieri, il Presidente del Consiglio Matteo Renzo, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, aggiungendo anche che "avevamo sempre detto che avremmo mantenuto ogni tipo di intervento necessario, senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc. Lo abbiamo dimostrato una volta di più come era doveroso fare".
Questa mattina, poi, il Prefetto di Napoli - Gerarda Pantalone - ha fatto pervenire nella mani del consigliere regionale anziano Rosa D'Amelio il decreto di sospensione. Da questo momento, quindi, De Luca non può compiere alcun atto amministrativo. Lo scenario che si configurerebbe a questo punto è quello che vede l'ipotesi di un rinvio della prima seduta del Consiglio regionale, in modo tale da attendere l'esito di un even
tuale ricorso alla sospensione, con l'obiettivo di arrivare ad ottenere una sospensione della sospensione e proseguire con lo svolgimento del primo consiglio regionale e la successiva nomina della Giunta. L'altra ipotesi è che si vada nuovamente alle urne.
"Renzi non ha avuto la forza di fare un decreto ad personam. Sarebbe stato un atto gravissimo che avrebbe gettato un'ombra indelebile sul suo esecutivo. Scegliendo la strada di sospendere De Luca, ha nei fatti stabilito che la Campania e' senza governo". Lo afferma il capogruppo di Sel a Montecitorio on. Arturo Scotto.
"Un fatto senza precedenti per la regione, prosegue l'esponente di Sel, che apre una stagione di instabilità infinita. A questo punto meglio restituire la parola ai cittadini piuttosto che infilarsi in un calvario di carte bollate, diffide e ricorsi. Occorre maggiore senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni", conclude Scotto.