Napoli Calcio

Atalanta-Napoli 2-1. Beukema illude gli azzurri, poi scoppia il caso VAR: rigore tolto a Højlund e gol di Gutierrez annullato tra le proteste

Rimonta orobica: Pasalic e Samardzic ribaltano il Napoli

di Giovanni Minieri


Il palcoscenico della New Balance Arena si prepara a riaccendere le luci su una sfida che, negli ultimi anni, ha regalato spettacolo e verdetti mai banali. Il match tra Atalanta e Napoli non è solo una questione di classifica, ma una partita di 'specialisti': da una parte Eljif Elmas, che a Bergamo ha un feeling quasi magico (tre gol nelle ultime tre trasferte, record condiviso solo con i grandi bomber del campionato), dall’altra un Gianluca Scamacca in stato di grazia, che dopo aver già punito i partenopei nelle ultime due occasioni, punta a eguagliare la sua miglior striscia realizzativa contro una singola squadra.

Ma che momento attraversano le due formazioni? La Dea di Raffaele Palladino è una macchina quasi perfetta in questo 2026: imbattuta nell'anno solare e virtualmente seconda in classifica per rendimento, la squadra bergamasca ha imparato a colpire con ripartenze letali, come dimostrano i numeri registrati proprio dal cambio in panchina avvenuto all'andata. Di contro, il Napoli arriva a questa sfida con una solidità difensiva da ritrovare — otto reti subite nelle ultime quattro gare — e una strana tendenza ai pareggi, pur confermandosi una 'grande' tra le grandi, essendo la seconda forza del campionato negli scontri diretti tra le prime sette.

Attenzione però ai dettagli che possono cambiare la storia del match: il Napoli quest'anno ha un rapporto complicato con i calci di rigore (otto subiti, un record negativo stagionale), un fattore che potrebbe pesare in una sfida storicamente ostica per i padroni di casa, che tra le mura amiche hanno perso le ultime quattro sfide contro gli azzurri.

Quel che è certo è che non ci si annoierà. Dalla stagione 2018/19, Atalanta e Napoli non hanno mai segnato meno di due gol a partita, con una media realizzativa altissima (3.7 a incontro) e un solo pareggio nelle ultime 21 sfide. Con i partenopei a caccia di una doppietta stagionale che manca dal 2023 e la Dea decisa a difendere la sua imbattibilità nel 2026, gli ingredienti per un pomeriggio di grande calcio ci sono tutti.

Il fronte offensivo è stato il cuore dei dubbi di Antonio Conte: se per Vergara e Hojlund non ci sono mai state esserci incertezze, la vera sfida ha riguardato la corsia destra, dove Alisson Santos ha vinto in extremis il ballottaggio con Politano.

Scendendo verso la mediana, coppia composta da Lobotka e il jolly Elmas; quest'ultimo è chiamato agli straordinari poiché Gilmour non ha ancora l'autonomia necessaria per l'intera partita. Per quanto riguarda le fasce, le scelte di Conte sorprendono: se a sinistra si riprende il posto Gutierrez, a destra spunta l'outsider Mazzocchi.

La linea difensiva, invece, è praticamente dettata dall'emergenza con il terzetto obbligato formato da Beukema, Buongiorno e Juan Jesus, schierati a protezione di Milinkovic-Savic, che resta il titolare designato tra i pali. Tutto questo scenario nasce da una conferma amara per il tecnico: il forfait definitivo di McTominay, che non è riuscito a recuperare e costringe la squadra a ridisegnarsi nel consueto 3-4-2-1.


Si scalda subito il match alla New Balance Arena: Pasalic gira di testa un corner da sinistra, con la sfera che finisce alta sopra la traversa. Poco dopo è ancora pericolosa l’Atalanta: spiovente di Zappacosta, sponda di Bellanova troppo su Milinkovcic-Savic abile a bloccare in presa alta. La reazione dei Campioni d’Italia non si fa attendere. Vergara mette un pallone delizioso verso l’area piccola, allo

ntana la difesa orobica, quindi Beukema dalla distanza non trova lo specchio della porta. Napoli in vantaggio al minuto 18. Hojlund, steso da Scalvini, si guadagna un calcio di punizione all’altezza del vertice destro dell’area di rigore. Si incarica della battuta Gutierrez, con Beukema che incorna tutto solo a pochi metri da Carnesecchi. Al 29’ Milinkovic-Savic mette una pezza su un tiro-cross insidioso di Sulemana. Passano pochi giri di lancette, e la squadra di Antonio Conte va vicinissimo al raddoppio. Vergara serve Hojlund: il danese vince il duello fisico con Hien, converge sulla sinistra e scarica un tracciante non lontano dall’incrocio dei pali. Al 34’ Sulemana si fa vedere nuovamente dalle parti di Milinkovic-Savic, con l’estremo difensore serbo ancora una volta attento e sicuro. Polemiche al minuto 41. Vergara si libera della marcatura di Kolasinac e verticalizza immediatamente verso Hojlund: il bomber danese si libera con un doppio passo di Hien, che lo colpisce col ginocchio all’interno dell’area di rigore. Chiffi concede la massima punizione, ma richiamato al VAR, decide incredibilmente di revocare il tiro dagli 11 metri tra l’incredulità dei calciatori azzurri. Al tramonto della prima frazione di gioco, Carnesecchi evita la seconda capitolazione neutralizzando Alisson Santos che già pregustava la gioia del gol. 


Pronti via, ed il Napoli si porterebbe già in vantaggio. Condizionale d’obbligo, perchè l’arbitro Chiffi finisce nuovamente al centro delle polemiche. Hojlund riceve in posizione defilata sulla destra, lotta con Hien all’altezza della linea di fondo, e poi mette una palla tagliente verso il palo lungo dove Gutierrez deposita in rete per lo 0-2. Esultano i Campioni d’Italia, ma il VAR ravvisa un fallo in attacco del bomber danese inesistente. Al 50’ Alisson Santos, dal limite dell’area, strozza troppo il destro con la sfera che si perde larga. Poco dopo azione personale di Vergara, e gran collo esterno mancino che sfiora l’incrocio dei pali. Come un fulmine a ciel sereno, arriva il pari orobico: corner dalla sinistra di Zalewski, inzuccata di Pasalic e palla che si insacca sul secondo palo. Antonio Conte dà una rinfrescata alle corsie esterne, facendo entrare Spinazzola e Politano per Gutierrez e Mazzocchi. Milinkovic-Savic dice di no a Scamacca, quindi c’è spazio anche per Giovane e Olivera. All’81’ i padroni di casa operano il sorpasso grazie a due calciatori entrati dalla panchina: Bernasconi innesca Samardzic, che svetta su Olivera e mette il pallone dove Milinkovic-Savic non può arrivare. Il Napoli ha bisogno di recuperare lo svantaggio, ed Antonio Conte si gioca la carta Lukaku per Alisson Santos. 


ATALANTA-NAPOLI 2-1
Reti:18’ pt Beukema (N), 16’ st Pasalic (A), 36’ st Samardzic (A)
ATALANTA (3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini (24’ st Djimsiti), Hien, Kolasinac (39’ st Ahanor); Bellanova (12 st Bernasconi), Pasalic, De Roon, Zappacosta; Sulemana (1’ st Samardzic), Zalewski; Krstovic (12’ st Scamacca). All. R. Palladino
NAPOLI (3-4-2-1) Milinkovic-Savic; Beukema, Buongiorno, Juan Jesus (25’ st Olivera); Mazzocchi (18’ st Politano), Lobotka, Elmas, Gutierrez (18’ st Spinazzola); Vergara (25’ st Giovane), Alisson Santos (40’ st Lukaku); Hojlund. All: A.Conte
Arbitro: Daniele Chiffi della Sezione AIA di Padova
Note: Ammoniti: Juan Jesus (N), Zalewski (A) Corner: 6-1. Recupero: 3’ pt, 4’ st


domenica 22 febbraio 2026 - 17:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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