Da tempo in agitazione, ed in particolare sulla questione conflittuale tra i rappresentanti dei lavoratori e il Commissario Straordinario ASL NA 3 SUD Dott. Panaro su problematiche inerenti il personale, i sindacati hanno scritto questa mattina al prefetto di Napoli chiedendo "un autorevole intervento, al fine di evitare il ricorso allo sciopero dl tutti i lavoratori pubblici della ASL Napoli 3 SUD".
Una vertenza che, come detto, va avanti da tempo, con ripetute missive delle organizzazioni sindacali indirizzate ai vertici aziendali, con richieste di incontro per le quali "non è pervenuta nessuna convocazione".
Per questo, considerando anche "la mancanza di una appropriata politica sanitaria, priva di programmazione che sta ridimensionando i già carenti livelli di assistenza, i quali non rispondono minimamente ai bisogni dei cittadini, in particolare di quelli più deboli", è stato richiesto l'intervento del Prefetto.
Le critiche mosse dai sindacati si soffermano anche su "l'assenza di un confronto sindacale da parte del Commissario straordinario, Contravvenendo tra l'altro al suo ruolo istituzio
nale - unitamente a una difforme gestione del personale dipendente, utilizzato spesso in modo diverso alle funzioni e mansioni assegnatogli e al quale non vengono garantiti le più elementari norme di sicurezza". In particolare, le problematiche che preoccupano i lavoratori sono quelle relative alla Garanzia fondi 2015, attribuzione salario di risultato 2014, budget lavoro straordinario 2015, pronta disponibilità, incremento buoni mensa, fornitura indumenti di lavoro, organizzazione del lavoro". Tutte questioni per le quali manca da tempo un confronto e che hanno portato all'avvio di azioni di agitazione, confermate anche nell'assemblea indetta dalle 00.SS. Aziendali da tutti i lavoratori presenti il giorno 11 giugno a Torre del Greco. Nell'occasione è stato "verificato che le sopradescritte criticità hanno raggiunto livelli non più accettabili - dicono i sindacati - in quanto hanno generato situazioni paradossali, che ledono i diritti della utenza, aumentano le spese dì gestione, demotivano il personale e rispondono solo a logiche clientelari". Di qui la richiesta di intervento al Prefetto.