Dopo 7 successi consecutivi, l’Italia arriva all’ultimo match della Pool italiana di Nations League affrontando la sua nemesi: quel Brasile diventato una maledetta bestia nera, uscito sempre vincitore in ogni scontro diretto successivo a quel magico 11 novembre 2011, quando le azzurre rifilarono un sonoro 3-0 al sestetto sudamericano al Mondiale in Giappone poi conquistato in maniera trionfale dell’Italia.
Il Palasele è gremito in ogni ordine di posto, da brividi l’inno di Mameli cantato a squarciagola, e durante la gara ogni pallone è accompagnato oltre la rete dalle urla di un pubblico sempre più affamato di grande volley. Emozioni forti. Le azzurre vanno due volte sotto nel computo dei set, rimontano con grande personalità attraverso una produzione offensiva importante. Si decide tutto nell’ultimo parziale, ed il finale è al cardiopalma, fino al muro vincente di Anna Danesi che fa esplodere di gioia un gruppo consapevole di aver compiuto un’impresa storica.
L’Italia paga l’avvio con il freno a mano tirato e manca per un soffio le Final Six a Nanchino. Tuttavia gli 8 successi di fila, unita agli scalpi pesanti di Olanda, Serbia e Brasile, danno un’iniezione di fiducia importante in vista del Campionato Mondiale che aprirà i battenti il 30 settembre in Giappone.
Con la qualificazione già sfumata aritmeticamente, il coach Mazzanti opera qualche variazione sul tema: Marinov-Ortolani, Bosetti-Mingardi e Danesi-Chirichella con De Gennaro libero.
Le verdeoro provano a scappar via, si portano sull’8-10 dopo l’attacco fuori di Mingardi per poi andare al secondo stop tecnico sul 14-16. Non è per niente finita: l’Italia piazza un break di 3-0 con Bosetti e Ortolani e passa a condurre il parziale. Si procede punto a punto, fino al siluro di Danesi e la splendida conclusione di Mingardi al termine di un mega-rally che porta le azzurre sul 21-19. Danesi a muro fa 22-21, ma sul più bello le azzurre si spengono e vedono le propria rabbia infrangersi su due muri consecutivi di marca verdeoro che indirizzando a proprio favore il primo set per 22-25.
Nel secondo set le azzurre appaiono distratte. Incredule davanti ad un punteggio che le vede costrette a rincorrere nonostante un avvio di gara con alti e bassi ma a tratti devastante. Le ragazze di Zè Roberto volano in un amen sul 6-10, non c’è più margine di errore. Monica De Gennaro si inventa un recupero da urlo tuffandosi su un pallone che quasi tutti avrebbero dato per perso. Nulla è impossibile per il libero cresciuto pallavolisticamente in Penisola Sorr
entina: arriva come un fulmine sulla palla che assume una parabola beffarda che oltrepassa la rete terminando la propria corsa sul parquet verdeoro. Chirichella ed Egonu salgono in cattedra e piazzano un 7-1 che porta l’Italia meritatamente sul 16-13 al secondo stop tecnico. Al rientro in campo Egonu fa subito ace, le martellate di Ortolani fanno sprofondare il Brasile a -5, e dopo un missile terra-aria di Egonu, la schiacciatrice di Monza chiude i conti con un ace che vale il 25-20.
L’Italia paga lo sforzo fisico e mentale per rimettere in piedi la gara, e nel terzo set è sempre costretta a rincorrere. Le sudamericane sono aggressive fin dai primi punti, scavando subito un solco importante che le porta sul 3-8, e poi sull’11-16. Difficile tenere il passo, e con un muro decisivo su Ortolani le ospiti tornano nuovamente avanti nel punteggio.
Il Brasile sembra essere una montagna ripidissima da scalare, ma Chirichella e compagne non conoscono il significato della parola arrendersi, e danno vita ad una rimonta spettacolare. Malinov è una diga, Ortolani fa male al servizio ed Egonu continua a martellare senza soluzione di continuità. L’Italia va sull’11-4. Chirichella schiaccia due volte in faccia al muro ospite, l’ace di Danesi vale il 20-13, Egonu piazza l’ultimo break fino al sigillo di Ortolani ed il quarto parziale si chiude sul 25-20.
Si va al tie-break, ed è un finale non adatto ai deboli di cuore. La tensione si taglia con il coltello: Egonu rimedia a due errori in battuta, e si procede punto a punto fino al 6-6. Il muro di una grande Malinov e l’ace di Danesi sembrano essere il preludio allo scatto decisivo, soprattutto quando l’attacco fuori verdeoro regala il 10-7 alle azzurre. Il Brasile non molla, resta attaccato alla partita. Recupera subito due punti, e dopo il time-out chiamato da Mazzanti continua a correre passando a condurre 10-11. Soffrono i tifosi sugli spalti. La tensione sale ed ogni punto vale doppio, se non il triplo. Bosetti riporta il punteggio in parità, il Brasile attacca in rete ed il monster block di Chirichella riporta l’Italia avanti di 2 lunghezze: 13-11. Zè Roberto chiama la sospensione temporanea per spezzare il ritmo della gara. Egonu ha sul braccio poderoso la palla del match-point ma calibra male la potenza e l’attacco termina oltre la linea di fondo. Ortolani chiude a quota 20 punti con la preziosa conclusione del 14-12, ed il primo match point è sufficiente all’Italia per chiudere con un sontuoso muro di Danesi che vale un’impresa davanti al pubblico amico sempre al fianco di una squadra meravigliosa.