Meritocrazia al potere. Può riassumersi così la rapida e prepotente ascesa di Camilla Mingardi, opposto/schiacciatrice classe ’97 di ritorno a Bergamo dopo un percorso di crescita durato 6 anni tra Montichiari, Legnano e Modena. Sempre bruciando le tappe, grazie ad un carattere forte che la porta sempre ad andare oltre i propri limiti, inseguendo sogni sul parquet che diventano realtà. Più veloci di una schiacciata che mette ko il muro al di là della rete, perché Camilla è già pronta ad una nuova sfida: riportare la nuova Bergamo targata Zanetti nel gotha del volley italiano. E poi chissà. Partita da Brescia e poi subito nel settore giovanile bergamasco. D’altra parte le stigmate della campionessa erano già evidenti. A 17 anni è subito A1 con la neo-promossa Montichiari, ed un apprendistato veloce di ben 25 set messi in cascina al primo grande appuntamento con uno tra i campionati più competitivi d’Europa. Un’altra stagione a Montichiari, per poi sposare il progetto Legnano in A2 nella stagione 2016/17. Camilla Mingardi schiaccia forte. Dalle sue braccia passano i punti importanti, quelli che pesano il doppio e vanno messi in cassaforte senza alcun timore. A fine stagione saranno ben 526 (594 playoff compresi), unica giocatrice a sfondare il muro dei 500 e top-scorer assoluta con più di 30 punti di margine sulle dirette inseguitrici. Nella stagione successiva Legnano beneficia del ripescaggio in A1 e per l’atleta bresciana si aprono le porte della titolarità in massima serie. A gennaio 2018 si trasferisce a Modena, che guida al 6° posto in regular season fino ai quarti play-off Scudetto persi contro Conegliano poi laureatasi campione d’Italia. I numeri ancora una volta non tradiscono: con 314 punti è la 12° atleta più prolifica, scalando altre 4 posizioni se si considera il rapporto con i set disputati (75). Statistiche da urlo per una ragazza con la tempra da veterana, ma che ha invece messo appena alle spalle la prima stagione da titolare in A1. Le sue qualità non passano inosservate, ed il coach Mazzanti non può esimersi dal convocarla per la Nazionale. Il sogno prosegue, giunge l’esordio nei test match contro il Giappone dove raccoglie ben 13 punti in 2 gare tra Busto e la sua Brescia. Quindi la Nations League, con l’esordio nella pool di Lincoln contro la Turchia fino all’apoteosi a Eboli con 4 punti messi a segno nella sfida epica al Brasile vinta in rimonta 15-12 in un tie-break al cardiopalma. I Giochi del Mediterraneo e poi la chiamata di Bergamo è di quelle che non si possono rifiutare: un ritorno alle origini, con un progetto ambizioso per riportare Bergamo a competere ad altissimi livelli in ambito nazionale ed europeo.
Dopo essere cresciuta nel settore giovanile bergamasco, torni in prima squadra sei anni più tardi con l’esperienza maturata in A1 tra Legnano e Modena. Com’è nata la possibilità di compiere questo ulteriore salto di qualità, e con quale spirito ti appresti a vivere questa tua seconda vita a Bergamo?
“Ho svolto tutta la trafila nel settore giovanile qui a Bergamo, quindi è per me un ritorno davvero importante. Non posso definire questa grande opportunità come la chiusura di un cerchio, perché ho soltanto 20 anni ed un intera carriera ancora davanti a me. Ritengo però fondamentale ritornare ad alti livelli nella società in cui sono cresciuta, per cui è inutile nascondere che il mio approccio sarà molto positivo. Tornare dopo 6 anni avendo accumulato esperienze diverse ed acquisito maggiore sicurezza nei miei mezzi, è senz’altro positivo e può essere considerato come un’opportunità di rilancio. Il mio obiettivo coincide con quello della società, ed è quello di tornare a vincere con questi colori. Fin da piccola è sempre stato un onore indossare questa maglia, per cui non vedo l’ora che inizi la nuova stagione”.
Una carriera vissuta bruciando le tappe: miglior realizzatrice in A2 con Legnano e poi l’esordio da titolare in A1, raggiungendo il 12° posto complessivo in termini realizzativi con 314 punti. Ti aspettavi un impatto così importante, senza avvertire minimamente il salto di categoria?
“Se devo essere sincera non mi aspettavo tutto questo, ed in modo particolare l’impatto con il primo campionato da titolare in A1 a soli 19 anni, facendo discretamente bene. La scorsa stagione è stata molto importante perché mi ha fatto capire che in questa categoria ci posso stare. È chiaro che devo ancora crescere tanto, ma posso dire di aver acquisito basi solide e indispensabili per accrescere le mie certezze, puntando a raggiungere il top nella mia carriera. In questo momento sono consapevole di ciò che posso dare, e della strada che posso percorrere”.
A Bergamo c’è un nuovo assetto societario, che ha rilanciato con un progetto ambizioso. Riportare la città in alto da protagonista può essere per te una nuova sfida?
“Mi definisco una giocatrice molto grintosa e determinata, ed è anche per questo che non ho esitato ad accettare il progetto di questa società che si è posta obiettivi ambiziosi a breve e medio termine. Amo le sfide, voglio vincere, e credo ci sia una profonda unità di intenti tra le mie aspirazioni e quello che la proprietà si as
petta da me”.
In una grande squadra c’è sempre concorrenza: conoscevi già il coach Bertini e le altre ragazze e quanto il sano spirito competitivo può spingere a dare più del massimo in ogni allenamento?
“Non avevo mai avuto l’opportunità di essere allenata in passato dal coach Bertini, anche se nelle ultime 2/3 stagioni ci siamo affrontati da avversari, ma sempre con grande rispetto e complimentandoci reciprocamente a fine gara. C’è sempre stato un bel rapporto, ed anche la sua presenza ha influito nella mia scelta di questo progetto. È ovvio che quando si sale di livello il roster diventa sempre più competitivo, ed a mio parere rappresenta un’arma in più perché se si gioca per vincere c’è bisogno del contributo di tutte le ragazze. La concorrenza alza sempre il livello, e credo sia molto positiva”.
Un avvio di campionato in salita ma allo stesso tempo affascinante. Busto e Novara nelle prime tre gare: può essere subito l’occasione per mettersi alla prova contro squadre costruite per vincere, e quanto il pubblico può essere la marcia in più per tornare protagonisti.
“Bergamo è sicuramente tra i palazzetti più caldi dell’intera A1, e poter giocare subito la prima in casa davanti al nostro pubblico gioca senz’altro a nostro favore. Il calendario ci ha messo subito di fronte un rivale solido come Busto, ed è un motivo in più per partire con il piede giusto e fare bella figura sul nostro caldo parquet. Sappiamo benissimo che la prima parte del calendario sarà molto tosta, perché poco dopo Novara andremo a Conegliano. Un avvio sicuramente in salita, ma che allo stesso tempo ci aiuterà a testare il nostro livello per poi lavorare quotidianamente per alzare l’asticella e migliorarlo”.
Nel 2018 le prime convocazioni in Nazionale: la Nations League con esordio a Licoln, e la “prima” in gara ufficiale in Italia impreziosita da 4 punti contro il Brasile in una partita epica. Poi i Giochi del Mediterraneo. Quanto ti hanno arricchito tali esperienze?
“Essere subito inserita tra i convocati in Nazionale al termine della prima stagione da titolare in A1 è stato il coronamento di una bella stagione. Un sogno diventato realtà, perché ogni giovane giocatrice punta a rappresentare il proprio paese vestendo la maglia azzurra. Ho vissuto un’esperienza che mi ha arricchito tantissimo sia dal punto di vista personale che tecnico, perché allenarti per un’intera estate al fianco delle giocatrici top italiane accelera il percorso di crescita. Ho avuto inoltre l’opportunità di partecipare a tutte le competizioni, rapportandomi con quelle che attualmente sono le migliori interpreti di questo sport in tutto il mondo”.
Opposto o posto quattro. Hai dimostrato di saperti esprime alla grandissima in entrambi ruoli, ma qual è quello che preferisci?
“Da un po’ di tempo ho deciso di intraprendere il percorso da posto 4, che è poi quello su cui sto lavorando anche qui a Bergamo. Penso che in futuro, ed anche in ottica Nazionale, possa darmi qualcosa in più. Ciò non toglie che il ruolo di opposto rimarrà sempre mio, mentre il poter dimostrare ciò che valgo anche da posto 4 sia un plus da aggiungere al mio bagaglio tecnico. Per come sono fatta mi piacciono tantissimo le sfide, ho perciò voglia di confermarmi anche in una posizione nuova che credo sia quella che mi darà maggiori soddisfazioni”.
Partirai con il 9 sulle spalle, come ormai consuetudine in tutta la carriera, eccezion fatta per Modena sposata a campionato in corso. Scaramanzia o c’è un motivo particolare dietro la scelta del numero?
“Il numero 9 mi ha sempre accompagnato un po’ ovunque, ed è quello che in questo momento mi contraddistingue visto che scrivo sempre “CM9”. È un numero che sento mio, e quando lo porto sulle spalle so che quella è la mia maglia. Non c’è un motivo particolare: il 9 è sempre stato parte di me fin da quando ero piccola, ho sempre raggiunto i miei obiettivi con quel numero e di conseguenza è diventato per me molto importante”.
Sei molto attiva sui social. Ti piace condividere un po’ della tua vita dentro e fuori dal campo con i tuoi tanti fans e followers?
“Assolutamente. Mi piacciono perché penso che noi atleti siamo dei personaggi pubblici, per cui trovo bello far sentire i followers partecipi di ciò che facciamo durante le nostre giornate così come dei nostri successi. In più i social rappresentano un modo per restare in contatto con i nostri tifosi che ci seguono sempre, e mi fa piacere mantenere sempre un contatto diretto con le persone”
Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? Segui altri sport oltre al volley?
“Fin da piccola mi è sempre piaciuta l’equitazione. Quando potevo andavo nei maneggi perché mi piaceva molto il rapporto di fiducia che si creava con il cavallo. Il mio hobby è sicuramente quello, e credo che se non avessi giocato a pallavolo mi sarei dedicata a quel campo dal momento che mi affascina davvero tanto”.