Un appello accorato e una denuncia che chiamano in causa istituzioni e enti di tutela. Il comitato “Per la tutela dei diritti dei cittadini” ha inviato una lettera al sindaco di Vico Equense, agli organi di informazione e a diversi enti del territorio per segnalare una situazione di grave pericolo legata al rischio idrogeologico, chiedendo interventi immediati.
Nella missiva, il comitato richiama le drammatiche conseguenze degli ultimi eventi atmosferici che hanno colpito il Sud Italia, citando in particolare quanto accaduto recentemente a Niscemi, come monito a non sottovalutare segnali che potrebbero preludere a tragedie annunciate. Un richiamo che, secondo i firmatari, assume un peso ancora maggiore in un territorio fragile come quello vicano.
Il documento ripercorre alcuni dei più gravi episodi che negli ultimi decenni hanno interessato l’area: dagli eventi luttuosi di Scrajo ai dissesti lungo la Statale Sorrentina, fino alle frane di Famouse Beach, Pozzano e via Grottelle. Una sequenza che, già dopo il 1997, avrebbe dovuto imporre interventi strutturali e risolutivi, rimasti invece – secondo il comitato – limitati a pochi e marginali lavori.
A destare oggi part
icolare preoccupazione è la situazione di via Arvetiello, a poca distanza dalla zona di San Francesco, dalla cosiddetta “spaccata della jala” e dall’area di Pozzano. Secondo quanto denunciato, la strada starebbe cedendo visibilmente, aggravata non solo da fattori naturali ma anche da comportamenti umani ritenuti irresponsabili: sversamenti irregolari e una canalizzazione incontrollata delle acque, non sempre piovane, che starebbero erodendo l’antico alveo sottostante.
Il comitato fa riferimento anche a studi e relazioni tecniche redatte da professionisti, che avrebbero già evidenziato la pericolosità della situazione. Nonostante ciò, si legge nella lettera, le segnalazioni e le denunce presentate nel tempo da cittadini “attenti e coraggiosi” non avrebbero prodotto risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale e degli enti preposti alla tutela del territorio.
«Piangere dopo aver taciuto non serve», è l’amara conclusione della missiva, che si chiude con un invito esplicito all’Amministrazione comunale di Vico Equense ad intervenire, per quanto di competenza, prima che il rischio si trasformi in emergenza.