Il calcio, prima di essere una questione di schemi, è una questione di racconti. E per raccontare una sfida intensa e carica di storia come Juve Stabia-Cesena, abbiamo bisogno di una guida che sappia unire l'analisi fredda del cronista alla passione pulsante della piazza.
Dalle colonne del Corriere dello Sport alla cronaca quotidiana e puntuale di TuttoCesena, fino alle riflessioni approfondite di Espresso Cadetto, il nostro ospite di oggi vive il calcio bianconero da una prospettiva privilegiata, osservandone l'evoluzione, i sacrifici e le ambizioni.
Siamo alla vigilia di novanta minuti che pesano, in uno stadio che non regala nulla, dove il Cesena è chiamato a dare un segnale forte al campionato. Per capire che aria tira nello spogliatoio e quali saranno le chiavi tattiche del match, abbiamo il piacere di avere con noi Giacomo Giunchi.
Per iniziare qual è il bilancio della stagione del Cesena? Un campionato di alti e bassi: dopo un avvio tutto sommato positivo, da inizio febbraio qualcosa si è inceppato fino all’esonero di Mignani e all’arrivo di Ashley Cole. Com’è stato vissuto nell’ambiente il cambio tecnico?
"La stagione del Cesena è stata un vero ottovolante. Bisogna partire dal presupposto che il mercato di Filippo Fusco è stato un piccolo capolavoro: ha costruito la squadra praticamente a costo zero, portando a casa giocatori come Blesa — che ha generato una plusvalenza enorme da 1,7 milioni — o colpi intelligenti come Castagnetti o Zaro, chiamato all’arduo compito di sostituire l’ex capitano come Prestia.
All'inizio, l'obiettivo era semplicemente confermare la posizione dell'anno scorso, ma con Mignani la squadra ha iniziato a overperformare. Ci eravamo quasi illusi di poter puntare alla promozione diretta, complici anche i passi falsi di corazzate come Palermo e Monza. Poi, però, è arrivato il crollo. Sono riemersi i soliti limiti di Mignani: un tecnico preparato, ma che fatica a dare lo 'scossone' caratteriale quando le cose iniziano a girare male.
Dalla sconfitta di Catanzaro in poi è stato un vero bagno di sangue: 9 sconfitte in 14 partite. La salvezza non è mai stata davvero in discussione, ma l'esonero era inevitabile e, secondo me, andava fatto molto prima di quel 2-2 col Frosinone. La scelta di Ashley Cole è stata una rivoluzione totale. È passato dal possesso palla di Mignani a un calcio di ripartenze e palle alte, cambiando modulo e interpreti. I risultati iniziano a vedersi, ma onestamente per l'anno prossimo resto guardingo: non so quanto la Serie B sia il terreno adatto per l'idea di calcio che ha Cole."
Nelle 3 partite della gestione Cole, la squadra è sempre andata sotto nel punteggio. Un problema soltanto di approccio o c’è dell’altro? Quanto invece va sottolineato il carattere di una squadra che ha rimontato e vinto nella ripresa col Catanzaro e trovato il pari col Sudtirol?
"Analizzando le situazioni in cui il Cesena è andato sotto nel punteggio, bisogna fare delle distinzioni. La partita di Mantova fa storia a sé: era l'esordio di Cole, arrivato solo due o tre giorni prima. Ha provato a ribaltare tutto subito, ma con pochissimo tempo a disposizione non è andata bene: il Cesena è stato letteralmente travolto in quella che, senza troppi giri di parole, è stata la peggior prestazione stagionale.
Con il Catanzaro, invece, la mano dell’allenatore si è vista di più, ma purtroppo in negativo. Alcune scelte tattiche non hanno pagato: penso all'atteggiamento della squadra, allo spostamento di Shpendi largo a sinistra o all'impiego di Corazza come terzino. Quest'ultima è stata una scelta azzardata, considerando che è un giocatore molto più votato alla spinta che alla copertura. Anche la decisione di schierare Vrioni come prima punta al posto di un elemento fondamentale come Cerri non ha convinto. Risultato? Un primo tempo dove il Cesena non è sceso in campo e il Catanzaro ha meritato il vantaggio. Poi c’è stata una reazione nella ripresa, aiutata forse anche da un calo di tensione dei calabresi.
Nell'ultima gara, invece, lo svantaggio iniziale è figlio del caso. È stato un errore individuale di Klinsmann, e contro un allenatore esperto come Fabrizio Castori certi regali si pagano carissimi. Castori è un maestro della Serie B, uno che sa capitalizzare al massimo ogni singola sbavatura degli avversari.
In definitiva, credo che il compito prin
cipale di Ashley Cole oggi sia quello di invertire il trend dei gol subiti. Il Cesena subisce troppo rispetto alle altre big della classifica, ed è un paradosso se guardiamo i nomi in difesa: gente come Zaro, il capitano Ciofi che è una colonna dal 2018, Piacentini o Mangraviti. Con difensori di questa esperienza, non è accettabile incassare così tante reti. Quindi, se a Catanzaro le colpe di Cole sono evidenti, nelle altre partite lo svantaggio è stato più una questione di episodi o di tempo necessario per ambientarsi."
Nelle ultime 2 partite Cole ha quasi ripetuto lo stesso undici, cambiando soltanto Cerri per Vrioni come riferimento offensivo contro il Sudtirol. Si va verso la conferma della formazione o potrebbe cambiare qualcosa?
"In linea di massima ti direi niente ballottaggi, e proseguire con la conferma di Bastoni. Finalmente stiamo vedendo il giocatore che conoscevamo: ora è in grande forma e bisogna assolutamente puntare su di lui.
Se proprio dobbiamo parlare di dubbi, l'unico lo vedo in difesa: al posto di Piacentini potrebbe esserci spazio per Mangraviti. Spostandoci a centrocampo, al posto di Bisoli c’è l'opzione Francesconi, che è un giovane interessante, oppure si potrebbe tornare all'esperienza e alla qualità dei piedi di Castagnetti, che resta uno dei profili più tecnici di tutta la categoria.
In avanti, invece, credo che le scelte siano confermate. Berti sulla trequarti e Shpendi sono certezze. Vedremo se continuerà con Cerri come prima punta, perché questo Cesena dipende molto da lui. A destra c'è Ciervo, che sta vivendo un momento un po' complicato: dopo una prima parte di stagione positiva, ora sembra un po' appannato, ma se sia Mignani che Cole continuano a dargli fiducia, significa che in allenamento dà garanzie che noi da fuori non percepiamo.
Un'ultima idea? Occhio a Frabotta, che scalpita. Io personalmente valuterei l'inserimento di Frabotta al posto di Corazza dietro, magari alzando proprio Corazza sulla linea dei trequartisti al posto di Ciervo. Anche se dovrebbe giocare sul piede invertito, Corazza ha una qualità tale in fase avanzata che potrebbe davvero fare la differenza."
Che partita di aspetti contro la Juve Stabia. La squadra di Abate non attraversa un momento semplicissimo, ma tra le mura amiche ha concesso pochissimo agli avversari.
"La Juve Stabia resta una delle squadre con il miglior rendimento interno, anche se è innegabile che stia attraversando un momento un po' particolare. Non è il suo periodo più brillante, nonostante la vittoria ritrovata due giornate fa. Nell’ultimo turno si sono scontrati con il Venezia, ovvero quelli che definirei gli 'ingiocabili', e lì c’è stato poco da fare.
Nonostante questo calo, mi aspetto una partita assolutamente combattuta. La forza della Juve Stabia sta in un collettivo con individualità di spessore: penso a Mosti, a Carissoni — reduce dal gol contro il Venezia — o un Confente in grande forma, che si è esaltato parando il rigore ad Adorante. E poi c'è un giovane che mi piace moltissimo: Cacciamani. È un classe 2007 completo, ha gamba, qualità e una visione di gioco impressionante per la sua età.
Prevedo una sfida molto tirata. Se dovessi sbilanciarmi su un risultato, direi un pareggio. Con la Carrarese a -2 e il Cesena a -3, un punto a testa potrebbe accontentare entrambe le squadre in vista della volata finale. Non credo che riusciranno a insidiare il piazzamento di Catanzaro e Modena — quello lo escluderei — ma le vedo sicuramente protagoniste nei play-off, magari agguantando le ultime posizioni utili."
Dove si deciderà la partita e quali saranno i duelli più interessanti?
"Bisognerà vedere come il Cesena deciderà di impostare la gara, specialmente con le scelte a centrocampo tra i vari interpreti. Se i romagnoli scendono in campo con il solito piglio e riescono a imporre il proprio gioco, la partita può girare a loro favore. Mi aspetto però una reazione della Juve Stabia: non credo che faranno una partita puramente attendista, ma staranno molto coperti per poi pungere in ripartenza. In sintesi, il Cesena dovrà fare la partita, mentre bisognerà capire come risponderà la Juve Stabia a livello difensivo, visto che ultimamente concede molto ma segna anche parecchio. Mi aspetto un match aperto e con diversi gol, ma alla fine confermo il mio pronostico sul pareggio."