Storie di resistenza. Puntando ad andare oltre i propri limiti per tagliare il traguardo davanti a tutti ed alzare le braccia al cielo per celebrare un’impresa epica. La marcia non è sport per tutti: altissimo coefficiente di difficoltà, ma soprattutto simmetrica progressione di passi mantenendo sempre un contatto saldo con l’asfalto, mai in totale sospensione. Francesco Fortunato è uno dei più grandi interpreti italiani della disciplina: titolo assoluto 2019 sia 5km indoor che nei 20 km su strada. L’atleta di punta delle Fiamme Gialle, dopo il quinto posto di Napoli condizionato da un clima caldo-umido non semplice da gestire ha due obiettivi ben fissi nella propria testa: la qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, ed il muro dell’1:22 da abbattere attraverso il lavoro quotidiano svolto con estrema dedizione e applicazione.
Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo della marcia?
"Ho iniziato nel 2009 a marciare da cadetto, prima facevo mezzofondo"
Un gesto tecnico per nulla banale: è stato semplice apprendere e poi affinare il movimento?
"Devo dire che il gesto tecnico mi è venuto subito naturale e spontaneo"
Qual è stata finora la vittoria più bella? Quella invece più sofferta?
"La vittoria più bella è stata il mio primo titolo italiano outdoor su
i 20km, Cassino 2017. Quella più sofferta, non è stata una vittoria assoluta ma un risultato che per me ha contato tanto: il 9° posto in coppa del mondo in Cina l'anno scorso. È stata la gara più dura che abbia mai fatto".
Come si svolge una tua giornata tipo?
"La mia giornata tipo è molto semplice, come quella di ogni atleta: mangiare, allenarsi, riposare e poi ricominciare da capo".
Quanto sudore c’è dietro ogni trionfo internazionale?
"I sacrifici sono tanti, ma se fatti con passione ti danno altrettante soddisfazioni"
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Abbattere il muro dell’1:22 è impresa possibile?
"Il prossimo obiettivo è migliorare e qualificarmi per l'Olimpiade. Il muro dell'1h22 è sicuramente battibile, avverrà quando sarà il momento"
Le condizioni di caldo-umido tipiche dei percorsi prossimi al mare hanno condizionato la tua performance?
"Il caldo umido ha sicuramente condizionato la gara. Infatti i tempi sono stati generalmente lenti per tutti"
Cosa ha significato per te partecipare ad un evento come l'Universiade?
"Gareggiare a Napoli è stato molto bello. Fin dall’inizio in tanti hanno fatto il tifo per me, ed ho sentito davvero una carica in più"