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Torre Annunziata - Terremoto politico, si dimette il sindaco Corrado Cuccurullo

Il primo cittadino lascia l'incarico in un clima istituzionale teso, dopo le verifiche della commissione d'accesso e in attesa delle decisioni del Viminale. Stamattina l'avvio della demolizione di Palazzo Fienga.


Parole che diventano un punto di rottura e aprono una fase nuova, tutta da decifrare. Il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, ha rassegnato le dimissioni, annunciandolo pubblicamente dopo le dichiarazioni del procuratore Nunzio Fragliasso. "Ci sono troppe contiguità con la criminalità organizzata, finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale", ha affermato il procuratore capo di Torre Annunziata, in occasione della cerimonia per l'avvio della demolizione di Palazzo Fienga, ex fortino del clan Gionta.

Torre Annunziata, intanto, è reduce dall’attività della commissione d’accesso, che fino a poche settimane fa ha esaminato atti e procedure dell’ente per verificare eventuali infiltrazioni. Un lavoro ispettivo i cui esiti sono ora al vaglio del Ministero dell’Interno e del Consiglio dei ministri, chiamati a decidere se procedere o meno con lo scioglimento dell’amministrazione. Uno scenario tutt’altro che remoto, che potrebbe riportare il Comune sotto gestione commissariale, a distanza di pochi anni dall’ultimo scioglimento.

La scelta del sindaco arriva dunque in una fase sospesa, mentre si attende un pronunciamento decisivo da parte del Viminale, e mentre analoghe verifiche hanno interessato anche altri enti del territorio, tra cui Castellammare di Stabia. 

Sul piano amministrativo, il mandato di Cuccurullo si è sviluppato in un contesto complesso, con tanti aspetti al vaglio della commissione d'accesso che ha esaminato gli atti dell'amministrazione. Oggi l’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta, simbolo radicato del potere criminale sul territorio. Un intervento per il quale oggi sono stati presenti a Torre Annunziata anche i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, oltre al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, al procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e al prefetto Michele di Bari.

Di seguito le dichiarazioni integrali del sindaco Corrado Cuccurullo:

«Le dichiarazioni che colpiscono in modo generalizzato una comunità intera non aiutano la legalità né rafforzano le Istituzioni: finiscono per restituire un’immagine indistinta e distorta e per mortificare una città che sta invece cercando, con fatica e serietà, di cambiare. In questo senso, le parole del Procuratore Nunzio Fragliasso non colpiscono solo il Sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata.

Sono parole che considero gravi e profondamente ingiuste, perché restituiscono un’immagine che non corrisponde alla realtà di una città che, invece, ogni giorno prova a rialzarsi, a ricostruire, a riconquistare dignità e fiducia nelle Istituzioni. Sono un uomo libero e autonomo, un professionista che ha costruito la propria carriera fuori da Torre Annunziata e che non ha mai vissuto di politica.

Il mio impegno è stato esclusivamente quello di dare una mano alla mia Città, mettendo a disposizione competenze, tempo e responsabilità. Quando mi sono insediato ho trovato un Comune in condizioni estremamente difficili con carenza di personale, strutture in

adeguate, persino l’assenza di un’aula consiliare, oltre a limiti evidenti nelle risorse finanziarie e organizzative.

Nonostante questo, abbiamo lavorato senza sosta per rimettere in moto la macchina amministrativa e dare risposte concrete ai cittadini. Sono il Sindaco che, nei primi mesi di mandato, ha quasi raddoppiato il corpo della polizia municipale, ha realizzato, attivato e ampliato il sistema di videosorveglianza, mettendolo a disposizione delle forze dell’ordine. Ha proseguito le attività di sgombero delle occupazioni abusive e ha affidato tutti i beni confiscati ad Agrorinasce in perfetta continuità con la Commissione Prefettizia che mi ha preceduto.

Abbiamo investito nel futuro della città, aprendo asili nido, avviando la realizzazione di mense scolastiche, intervenendo sul recupero di edifici scolastici degradati, come il Penniniello, Monsignor Orlando e la Morrone. Abbiamo ottenuto fondi come i PRIUS, finanziamenti per l’inclusione sociale e contro la povertà educativa, fino alle risorse ottenute, in questi ultimi giorni, per la riqualificazione di via Solferino e via Commercio. Abbiamo recuperato finanziamenti che, per inerzia, stavano per essere perduti, a partire dai fondi per il porto.

Ho sollecitato personalmente interventi strategici che dipendevano da altre Amministrazioni: il pronto soccorso di prossima apertura, la Real Fabbrica d’Armi, che in parte diventerà un polo della legalità, e la demolizione di Palazzo Fienga. Su quest’ultimo, in particolare, ho esercitato un’azione costante fin dal mio insediamento e, persino, un ruolo operativo dall’avvio del cantiere. Ho collaborato sempre lealmente con tutte le Istituzioni, compresi Tribunale e Procura, assegnando anche unità di personale a queste strutture nonostante la limitatezza delle risorse disponibili.

Tutte le istanze ricevute da queste Istituzioni hanno avuto priorità e attenzione. Questi sono dati oggettivi e non astrattezze. Se esistono ombre, opacità o continuità con il passato, queste non possono essere attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione o a una città, ma devono essere ricondotte a responsabilità individuali, che vanno accertate nelle sedi competenti.

Proprio per difendere fino in fondo questa dignità, istituzionale e personale, ritengo di non poter proseguire il mio mandato in un contesto segnato da parole che rischiano di compromettere il rapporto tra Istituzioni e di indebolire la fiducia dei cittadini. Non è accettabile la delegittimazione dell’Amministrazione agli occhi dei cittadini e non accetto che il ruolo che rappresento venga messo in discussione in questo modo, né che la città venga esposta a una narrazione che ne mortifica l’identità e gli sforzi.

In questo modo, si finisce con l’alimentare il senso di sfiducia e si creano i presupposti per i quali a far politica rimangono solo i mestieranti. Per queste ragioni, con senso di responsabilità, nella piena consapevolezza, rassegno le mie dimissioni da Sindaco di Torre Annunziata. Ritorno al mio mondo, alla mia professione e alla mia libertà».


martedì 5 maggio 2026 - 21:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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