A quasi tre settimane dalla decisione del Governo, diventano note le motivazioni ufficiali che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato e reso consultabile, contiene la relazione che ricostruisce il percorso ispettivo culminato con la decisione del Consiglio dei Ministri di affidare l'ente a una commissione straordinaria per diciotto mesi. Dal documento emerge un quadro di criticità diffuse che, secondo il Ministero dell'Interno, avrebbe compromesso il buon andamento dell'azione amministrativa, l'imparzialità dell'ente e la credibilità delle istituzioni locali.
Le ragioni dello scioglimento
La relazione evidenzia che il provvedimento non sarebbe riconducibile a un singolo episodio, ma a una serie di elementi di natura politica, amministrativa e gestionale ritenuti idonei a favorire condizionamenti da parte della criminalità organizzata.
Secondo il Viminale, nel corso degli accertamenti sarebbero emerse forme di ingerenza tali da incidere sul corretto funzionamento della macchina comunale, determinando un grave pregiudizio per l'interesse pubblico e per l'ordine e la sicurezza.
Il richiamo ai precedenti commissariamenti
Tra gli aspetti sottolineati nella relazione figura anche la storia amministrativa recente della città. Il Ministero ricorda infatti che Torre Annunziata era già stata sciolta per infiltrazioni mafiose nel 1993 e nel 2022, richiamando inoltre la commissione d'accesso del 2013, conclusasi senza scioglimento ma con prescrizioni rivolte all'amministrazione dell'epoca.
Il documento evidenzia quella che viene definita una sostanziale continuità politico-amministrativa con le precedenti gestioni, elemento ritenuto
significativo nella valutazione complessiva effettuata dagli ispettori ministeriali.
Continuità amministrativa e rapporti con il passato
Tra i fattori esaminati vengono richiamati anche la presenza, nel nuovo Consiglio comunale eletto nel 2024, di amministratori già presenti nelle precedenti consiliature e alcuni rapporti di continuità con amministrazioni passate.
La relazione cita inoltre alcuni consiglieri comunali già menzionati in precedenti attività ispettive, nell'ambito di una ricostruzione che il Ministero considera indicativa della permeabilità dell'ente rispetto a contesti ritenuti sensibili. Si tratta di valutazioni contenute nel decreto amministrativo che ha portato allo scioglimento dell'ente e non di accertamenti di responsabilità penali individuali.
Le criticità negli uffici comunali
Nel documento trovano spazio anche diverse criticità riguardanti il funzionamento della macchina amministrativa. Tra gli aspetti evidenziati figurano ritardi nell'attuazione del sistema di videosorveglianza cittadina, nelle procedure di sgombero degli alloggi occupati abusivamente, nella gestione dello stadio comunale Giraud e nella società partecipata Primavera, oltre ad altre questioni relative ad appalti, patrimonio, urbanistica e beni confiscati.
La nuova fase commissariale
Lo scioglimento disposto dal Governo segue le dimissioni dell'ex sindaco Corrado Cuccurullo, già divenute irrevocabili nelle settimane precedenti. Con il provvedimento adottato ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il Comune resterà affidato a una commissione straordinaria per diciotto mesi, con il compito di ripristinare le condizioni di legalità e di garantire il corretto funzionamento dell'amministrazione.