Anche nella città oplontina - così come sta accadendo in troppi comuni limitrofi - l'emergenza legata ai rifiuti sta toccando nuovi picchi. Con buona pace della Prima Vera srl (ditta responsabile della raccolta) che ad agosto aveva annunciato nuove assunzione per fronteggiare il disagio. Nel weekend, lungo la bretella di collegamento tra la zona portuale di Torre Annunziata e via Provinciale Schiti, è stato trovato un cumulo di rifiuti. L'ennesimo scarico illecito e incontrollato di immondizia.
Già nelle scorse settimane, in varie strade anche del centro storico ci sono state varie segnalazioni da residenti o da semplici passanti per denunciare lo stato di abbandono e degrado in cui versano alcune zone. Rifiuti, spesso anche pericolosi lasciati per giorni all'incuria e alle intemperie, con l'immancabile proliferazione dei topi. Proprio a causa dei ratti, su parecchi portoni d'ingresso dei palazzi sono affissi inviti ai residenti a garanzia dell'immediata chiusura dei varchi per evitare l'ingresso di ospiti sgraditi.
Stavolta sotto la lente d'ingrandimento sono finiti alcuni sacchi di immondizia sul lungomare Oplonti. E nemmeno pe
r quest'area si tratta di una novità: assi di legno, materiale per confezionamento vario, lastre di marmo, altro materiale di risulta non meglio specificato. Ovviamente ancora non si conoscono - e sarà difficile arrivarci - gli autori del gesto, la certezza è che si tratta dell'ultimo episodio di una lunga serie. Dai rifiuti abbandonati in via Vesuvio ai materassi a cielo aperto di piazza Ernesto Cesaro, passando per i topi segnalati in strada accanto ai rifiuti organici, senza dimenticare il sequestro del mese scorso che ha interessato un'area di 700 metri quadri. Al suo interno erano stati scoperti cumuli di scarti di vetroresina di varia pezzatura, numerosi fusti di materiali nocivi e facilmente infiammabili, dunque estremamente pericolosi per l'ambiente. Il tutto in stato di evidente degrado.
La difficoltà più evidente che accomuna tutti i casi risiede nella difficoltà nel risalire con esattezza agli autori del gesto. L'unica speranza è che i circuiti di videosorveglianza dislocati in zona possano fornire elementi utili. Una possibilità alquanto aleatoria. Al momento l'inciviltà resta ancora impunita.