Settantacinque anni. Tanto è passato dalla terribile scoperta del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, da parte delle truppe dell’Armata Rossa impegnate dell’offensiva Vistola-Older, sul fronte orientale, in direzione Germania.
La liberazione del lager, avvenuta il 27 gennaio del 1945, rivelò per la prima volta al mondo intero il disegno criminale del Terzo Reich e della “soluzione finale” che prevedeva lo sterminio degli ebrei d’Europa e delle minoranze etniche.
Il 27 gennaio viene riconosciuto come il giorno della memoria e del ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto. In occasione di questa ricorrenza, in Italia vengono organizzati momenti di racconto e riflessione su una delle pagine più buie della storia del novecento.
Questa mattina, dop
o un convegno al liceo artistico “G. De Chirico”, l’Amministrazione Comunale ha deposto una corona di fiori rossi in memoria del giovane antifascista di origini torresi Rocco Caraviello (nella piazza a lui dedicata), barbaramente assassinato nel 1944 dalle SS insieme a sua moglie Maria Penna e ad un cugino.
«E’ doveroso dedicare un momento di riflessione a chi, difendendo il proprio diritto alla vita, ha trovato la morte per mano di assassini in divisa – afferma il sindaco Vincenzo Ascione -. Bisogna sempre essere rispettosi della memoria di coloro i quali si sono battuti per la libertà e si sono trovati loro malgrado schiacciati dal peso della guerra, degli orrori che da essa scaturiscono e da una delle pagine più cupe del nostro Paese: l’istituzione delle leggi razziali».