Tragedia alla Rampa Nunziate di Torre Annunziata, fissata la prima udienza al tribunale oplontino. Il prossimo 2 luglio gli indagati per il crollo dello stabile alla Rampa Nunziante, il giorno in cui i giudici dell'udienza preliminare decideranno se rinviare a giudizio o no gli indagati che si consumò nel mese di luglio dell'anno scorso quando il crollo di parte di un edificio provocò la morte di 8 persone rimaste sotto le macerie.
Un anno di attese per la città, la comunità chiede di sapere la verità su eventualità responsabilità e negligenze che avrebbero potuto essere la causa scatenante del crollo. Erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione nell'appartamento al secondo piano che poi si è sgretolato coinvolgendo anche l'appartamento sottostante. Sono ben 15 le persone coinvolte nell'inchiesta della Procura di Torre Annunziata di cui cinque con l'accusa di omicidio colposo. Alla sbarra per omicidio colposo sono il proprietario dell’appartamento in ristru
tturazione al secondo piano, il responsabile dei cantieri, un operaio della ditta che stava eseguendo lavori, il titolare di altre unità immobiliari nello stesso edificio e l’amministratore del condominio. Secondo i pm oplontini avrebbero demolito dei tramezzi divisiori al secondo piano di cui uno vicino ad una trave in cemento armato. Per l'amministratore di condominio il dito puntato è per non aver ascoltato le segnalazioni dei residenti riguardo i lavori in corso. Le altre dieci persone sono accusate di false attestazioni e falso ideologico per aver prodotto documenti e certificazioni che attestavano il falso.
Tutta la città attende con ansia di sapere se la tragedia poteva essere evitata intanto già si prepara la commemorazione ad un anno dal crollo che portato via Giacomo Cuccurullo, tecnico comunale, e la moglie Edy Ariola e il figlio Marco, Pasquale Guida e la moglie Anna e i piccoli Salvatore e Francesca di appena 8 e 12 anni, e infine l'anziana Giuseppina Aprea.