Paura per l'ennesimo rogo nel quartiere più complicato della città oplontina, ma - a qualche ora di distanza dall'incendio che ha inghiottito una Fiat Uno in sosta nel rione Penniniello - le forze dell'ordine escludono la pista del coinvolgimento della criminalità organizzata. Nessuna intimidazione, nessun messaggio minaccioso rivolto a chicchessia. A far divampare le fiamme sarebbe stato un banale corto circuito. Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinate dal maggiore Simone Rinaldi, hanno fatto luce su quanto accaduto ed escluso 'complicazioni'. Fin da subito i militari avevano constatato che il proprietario del veicolo risultava essere incensurato e lontano da ogni tipo di sospetto. L'uomo, dal canto proprio, si era detto assolutamente certo di
non mai avuto 'nemici' in città. A confermare la sua versione è arrivato poi il sopralluogo dei vigili del fuoco, che hanno allontanato del tutto l'ipotesi dolosa.
Sin da subito, visto l'orario e il luogo dell'episodio, residenti e forze dell'ordine erano stati portati ad ipotizzare il ripetersi di quanto accaduto lo scorso 27 luglio, quando nella stessa sera un ordigno rudimentale fece saltare in aria una Nissan Micra e alcuni colpi di pistola - poco dopo - vennero sparati contro una Toyota Aygo poco distante. Una nottata di puro far west che aveva gettato nel panico i residenti. Nel caso di sabato scorso, tuttavia, agli investigatori non era sfuggita la mancanza di tracce di esplosivo nei pressi dell'automobile. Adesso è arrivata la definitiva conferma che riporta un minimo di serenità in città.