Nuovo capitolo, ma soprattutto una nuova battuta d'arresto, nella lunga vicenda giudiziaria che riguarda La Sonrisa, il celebre "Castello delle Cerimonie" di Sant'Antonio Abate. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dalla famiglia Polese contro la decisione che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione del processo conclusosi con la confisca della struttura.
La decisione della Suprema Corte
La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza impugnata, ritenendo che non vi siano i presupposti per riaprire il procedimento relativo alla presunta lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del complesso alberghiero.
La decisione assume particolare rilievo perché, durante il giudizio, sia il collegio difensivo della famiglia Polese sia la Procura Generale avevano chiesto l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Roma e un nuovo esame della vicenda, sostenendo che alcune nuove prove prodotte dalla difesa non fossero state adeguatamente valutate. Nonostante questa convergenza tra accusa e difesa, la Suprema Corte ha scelto di rigettare il ricorso dopo una lunga camera di consiglio. Le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane.
La battaglia legale non è ancora finita
La pronuncia rap
presenta un ulteriore ostacolo per la famiglia Polese, ma non segna ancora la conclusione definitiva della complessa vicenda giudiziaria.
Resta infatti pendente davanti alla Cassazione un secondo ricorso promosso dalla difesa, fondato su una diversa impostazione giuridica. Secondo i legali, il provvedimento di confisca sarebbe stato emesso sulla base di elementi probatori ritenuti non validi e per questo ne chiedono la revoca. Sarà la Suprema Corte a fissare la data della nuova udienza che potrebbe rappresentare l'ultimo tentativo di ribaltare gli effetti della sentenza definitiva.
Una vicenda che continua a far discutere
Il caso della Sonrisa continua a rappresentare uno dei più complessi contenziosi urbanistici degli ultimi anni in Campania. La struttura, divenuta celebre in tutta Italia grazie alla trasmissione televisiva Il Boss delle Cerimonie, è al centro di una lunga serie di procedimenti giudiziari e amministrativi che hanno portato alla confisca dell'immobile e alla revoca delle autorizzazioni.
Con il rigetto del ricorso sulla revisione del processo, la posizione della magistratura resta, almeno per il momento, immutata. Tuttavia, l'esito del secondo ricorso pendente in Cassazione potrebbe ancora incidere sul futuro giudiziario del celebre complesso di Sant'Antonio Abate.