Cronaca

Sant'Antonio Abate - Caso Sonrisa, un tecnico deciderà il futuro del Castello delle Cerimonie: sul tavolo anche l'ipotesi demolizione

Dopo la confisca definitiva e la chiusura delle attività, il Comune di Sant'Antonio Abate affida a un tecnico la valutazione sul futuro del Castello delle Cerimonie. Tra le ipotesi al vaglio anche l'abbattimento della struttura.


Il futuro del Castello delle Cerimonie è appeso a una perizia tecnica. Dopo la confisca definitiva del complesso noto come La Sonrisa e il conseguente stop alle attività ricettive e di ristorazione, il Comune di Sant'Antonio Abate si prepara a compiere il passo decisivo per stabilire quale sarà il destino della struttura diventata famosa in tutta Italia grazie alle trasmissioni televisive dedicate ai ricevimenti e alle feste di nozze. Come riporta oggi il quotidiano Metropolis in edicola, l'amministrazione comunale ha infatti deciso di affidarsi a una valutazione specialistica che dovrà chiarire se l'immobile possa essere recuperato e destinato a finalità pubbliche oppure se l'unica strada percorribile sia quella della demolizione. Una decisione destinata ad avere un forte impatto sul territorio e sull'opinione pubblica.

La perizia per decidere il futuro della struttura
Il tecnico incaricato dovrà verificare lo stato dell'intero complesso e valutare la conformità urbanistica delle opere presenti all'interno dell'area confiscata. Dalle conclusioni dell'analisi dipenderanno le scelte future dell'ente proprietario.
L'obiettivo dell'amministrazione è comprendere se il Castello possa essere riconvertito a uso pubblico, sociale o istituzionale, evitando che una struttura di oltre 40mila metri quadrati resti inutilizzata e soggetta al degrado. Un'eventualità che molti cittadini hanno già manifestato di temere nelle ultime settimane attraverso i social network e il dibattito pubblico.

L'ipotesi demolizione resta sul tavolo
Tra gli scenari possibili c'è anche quello più drastico: l'abbattimento totale o parziale del complesso. Una prospettiva che divide l'opinione pubblica tra chi ritiene necessario ripristinare la legalit&agrav

e; urbanistica e chi, invece, considera il Castello delle Cerimonie un simbolo del territorio e una struttura da recuperare.
La demolizione rappresenterebbe una scelta estrema ma prevista dalle norme che disciplinano gli immobili oggetto di confisca derivante da lottizzazione abusiva. La decisione finale sarà assunta soltanto dopo l'esame tecnico e amministrativo della situazione.

Una vicenda che coinvolge lavoratori e territorio
La questione non riguarda soltanto il destino dell'edificio. Attorno alla Sonrisa ruotavano oltre cento lavoratori, oltre a un vasto indotto economico legato all'organizzazione di eventi, ricevimenti e attività alberghiere. La chiusura della struttura ha già prodotto conseguenze occupazionali significative, anche se parte delle cerimonie programmate è stata trasferita in altre location del territorio.
Nei prossimi giorni i dipendenti continueranno a chiedere garanzie sul proprio futuro, mentre il Comune dovrà affrontare il nodo della gestione di un bene ormai acquisito al patrimonio pubblico.

Attesa per le decisioni e per gli sviluppi giudiziari
Parallelamente restano aperti diversi contenziosi promossi dalla famiglia Polese, tra ricorsi amministrativi, richieste di revisione del processo e iniziative davanti ai tribunali nazionali ed europei. Tuttavia, sul piano amministrativo, il Comune è già chiamato a programmare il futuro della struttura e a decidere se trasformarla in una risorsa pubblica o procedere con interventi radicali.
Le conclusioni della perizia tecnica rappresenteranno quindi il passaggio chiave per scrivere il prossimo capitolo di una delle vicende più discusse degli ultimi anni in Campania. Da quel documento dipenderà il destino del Castello delle Cerimonie: recupero, riconversione o demolizione.


martedì 23 giugno 2026 - 08:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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