«Sant’Antonio Abate nuova città dei fuochi». Così ha commentato un cittadino dopo l’ennesima cortina di fumo bianco e acre che si è estesa per centinaia di metri, “affumicando” i residenti nella tarda serata di ieri sera.
A segnalare il caso è stata una signora mediante una foto postata nel gruppo facebook “Sant’Antonio Abate pulita”, a cui hanno fatto replica anche cittadini che, in qualche modo, hanno chiarito le cause dell’incendio.
Il fumo, infatti, sarebbe stato prodotto da qualcuno che ha bruciato sterpaglie e rami secchi nel proprio terreno, violando l’ordinanza comunale che disciplina l’accensione dei fuochi.
Eppure il regolamento comunale parla chiaro:
"Dal giorno 01/10/2019 è consentita l'accensione di sterpaglie essiccate solo in fondi agricoli dalle ore 17:00 alle ore 19:00 con le seguenti prescrizioni:
1) l'accumulo delle sterpaglie e simili non de
ve superare le dimensioni di 1 metro di altezza e comunque non superiore a 1 metro cubo;
2) le sterpaglie devono essere posizionate a una distanza di almeno 100 metri dalle abitazioni e a 50 metri dalle pubbliche strade con l'obbligo della presenza di almeno una persona che abbia la capacità del controllo del fuoco durante l'accensione, la quale, al termine delle operazioni, dovrà assicurarsi che non vi siano residui di materiale incandescente;
3) la persona addetta all'accensione dovrà comunque far cessare la combustione, qualora il fumo crei molestie all'interno di edifici anche se ubicati ad una distanza superiore a metri 100"
Altrettando chiare anche le sanzioni, dato che “chiunque accende fuochi volti ad eliminare sterpaglie, ramaglie e residui di lavorazione agricole nel periodo non consentito o che non adempie alle prescrizioni imposte nel provvedimento è punito con una sanzione da €25,00 ad €500,00”.