La Juve Stabia termina il giro di boa con una sconfitta al Mapei Stadium. Le reti di Portanova e Vergara indirizzano la sfida su binari favorevoli alla Reggiana, troppo tardiva la reazione delle vespe per andare oltre il gol, il settimo in questo campionato, consolatorio di Adorante. Soddisfazione, invece, nelle parole di mister William Viali: «La cosa che mi ha fatto arrabbiare a Cittadella è stato buttare un periodo di crescita -queste le parole del tecnico dei granata ai microfoni ufficiali del club- Prestazione indecifrabile, ci ha destabilizzato. Quella di oggi è stata la prova che Cittadella è stata l’eccezione. A Cosenza una prestazione discreta. A Carrara partita complicata, approcciata in maniera errata. Avevamo bisogno di questa vittoria: qualcuno dei miei calciatori doveva dare qualcosa in più per amor proprio. Mi sembra giusto sottolineare il grande abbraccio con la panchina. Dà conferme. Dubbi ne ho avuti pochi. Ho sempre detto che questo gruppo lavora insieme, crede in quello che fa e deve fare il salto di qualità. È un campionato stranissimo, sempre cortissima la classifica. Le squadre che daranno continuità, raggiungeranno l’obiettivo. L’ho chiesto nell’intervallo della partita: serviva una fase difensiva nella ripresa. C’erano tutte le possibilità per chiuderla, ma abbiamo superato un altro step. La Juve Stabia voleva raggiungere il pareggio, ma noi siamo stati bravi a continuare come abbiamo sempre fatto. Questa squadra ha tanti giocatori in certi ruoli e meno in altri. Ho messo Stefano perché è il giocatore più bravo a farci salire. Con lui certe situazioni potevano chiudersi bene. Dopo aver preso gol, abbiamo deciso di metterci a due punte. Dobbiamo essere bravi noi a trovare uno standard preciso. Questa squadra, quando lo fa, lo fa molto bene. Fa bene entrambe le fasi, con grande forza e grande continuità. Bisogna fare il salto di qualità sulla continuità. Ma fra tre giorni ci sarà una partita difficilissima: l
ì dobbiamo dimostrare chi vogliamo diventare. Possiamo stimarci e volerci bene quanto vogliamo, ma bisogna vincere le partite. Se i risultati non arrivano, può essere messo in discussione tutto. Se vogliamo andare avanti tanto, dobbiamo fare il salto di qualità. Conoscendo Marras, voleva assolutamente giocare, ma aveva un piccolo fastidio e non volevo rischiarlo. Voglio questo: che un giocatore si incazzi e dimostri che un allenatore lo doveva far giocare. È vero che mentre giochi non hai il cronometro sotto gli occhi, ma devi avere la sensibilità di far finire la partita. Dobbiamo crescere e crescere tanto. Per quanta mole di gioco fatta oggi, hanno fatto gol al primo traversone. Per quanto facciamo, ancora portiamo a casa meno. Secondo me oggi era una partita da vincere con più gol. Questo ci fa capire che c’è ancora da lavorare. Viste le difficoltà che ci sono, sicuramente non è stato un girone di andata semplice. Se devo fare una sintesi, non è stato male il percorso. Qualcosa l’abbiamo lasciata dietro e qualcosa in più l’avremmo meritata. Rispetto a come abbiamo preso gol le altre volte, sentivo che potevamo rifarlo perché la squadra era troppo giusta. Non ho cambiato Mario perché mi ha detto che ce la faceva. È un giocatore troppo importante, in presenza e in fisicità. Faccio fatica a sostituire un giocatore che dice di farcela. Che una mezzala possa essere Portanova una volta, la dimensione di questa squadra è questa qui, anche se in passato ho fatto scelte diverse. Abbiamo sfruttato Sersanti, sapendo il palleggio che fa la Juve Stabia. In questo modo potevamo permettercelo con tre giocatori offensivi. Lui è quello con più volume di tutti, esaltando la pressione. Sono arrivato a questa partita al di là del nostro momento. Faccio i complimenti a Pagliuca per il lavoro straordinario. Era una partita complicata e i ragazzi sono stati bravi a normalizzarla. Sicuramente la squadra a Mantova dovrà dimostrare di aver capito la lezione.»