Un epilogo amaro per le vespe. Tra le mura inespugnabili del Bottecchia, la Juve Stabia viene travolta dal Pordenone, che per la prima volta nella sua storia alza la Supercoppa di Serie C, al termine di un match vinto con merito. Già il primo tempo è tutto a favore dei friulani: occasioni ghiotte per i padroni di casa nei primi 25 minuti e proprio al 28’ arriva il vantaggio neroverde firmato Candellone. Poche chance per le vespe, che non riescono a gestire la furia degli uomini di Tesser. Appena dopo l’inizio della ripresa De Agostini chiude i conti, segnando di testa il gol del 2 a 0. Al 7’ del secondo tempo Branduani non controlla un retropassaggio di Schiavi e lascia terminare il pallone nella sua porta, regalando il tris ai ramarri. Una conclusione della stagione inaspettatamente dolorosa per i gialloblù che, tuttavia, non cancella quanto di straordinario fatto in questo campionato da record.
Le vespe hanno provato a infastidire gli avversari nei primi minuti del match. «Capisco la stanchezza dei ragazzi. Eppure abbiamo fatto una grande partita nei primi minuti di gara –ha spiegato con amarezza mister Fabio Caserta al canale ufficiale della S.S. Juve Stabia-.» poi all’improvviso il blackout: «Al gol del Pordenone abbiamo mollato. Ma è anche vero che i ramarri hanno fatt
o una grande partita, affrontandoci con lo spirito giusto. Dispiace perdere così, ma quando stacchi mentalmente c'è poco da fare e non riesci a reagire ai gol come hai sempre fatto nell'arco di un'intera stagione.»Non una prestazione convincente dei gialloblù e non solo. «Mi assumo tutte le mie responsabilità per questa sconfitta, avrei dovuto essere più incisivo su alcune cose e dovevo motivare di più i ragazzi. Abbiamo sbagliato approccio e, dunque, siamo amareggiati perchè ci tenevamo a vincere la coppa.»
«Siamo entusiasti di festeggiare non solo la vittoria odierna, ma una stagione intera – ha affermato con entusiasmo Attilio Tesser sul canale ufficiale del Pordenone Calcio-. Berrettoni è stato il migliore in campo, nonché punto di riferimento per i compagni, che ha collezionato il maggior numero di presenze in campionato. È stata una bella festa, sia per la città di Pordenone, che per il Pordenone. Una bella partita e non c’è da sorprendersi, dato che vincere aiuta a vincere, per cui è questione di mentalità: i ragazzi avevano una gran voglia di confrontarsi con le squadre degli altri gironi. E grazie a questa vittoria il Bottecchia è entrato nella storia di questa città e della nostra squadra.»