Cronaca

Pompei: In diecimila ai funerali di Raffaele Cesarano: l’addio stampato sulle T-shirt

Il parroco: ''Non avevo mai visto un corpo così martoriato''.

di Susy Malafronte


Distrutta dal dolore «troppo grande per pensare al perdono» mamma Maria Rosaria se ne sta abbracciata alla bara mentre la folla sfila per rendere omaggio a quel ragazzo uscito per una serata in discoteca e mai più tornato a casa. Lo hanno ammazzato all’alba di venerdì durante una lite, solo perché Raffaele Cesarano, 21 anni, aveva difeso la sua ragazza dalle pesanti avances di cui era stata bersaglio mentre si trovavano in un locale di Vietri sul Mare. C’erano più di diecimila persone all'ultimo saluto di Raffaele. Gli amici più stretti indossavano una maglietta bianca con su stampato il suo nome e due stelle: «Quella più grande e luminosa ora è Raffaele», dicono e scrivono sulla T-shirt: «Sarai per sempre la nostra stella che ci guiderà e illuminerà il resto della vita. La tua luminosità accecherà il male che ti ha portato via da noi». Un male contro cui si scaglia anche il parroco.... che annuncia: «Da settembre ci saranno incontri di preghiera settimanali nel nome di Raffaele affinché i cuori dei giovani siano liberati dalla violenza». Don Antonio dall’altare della chiesa del Sacro Cuore non ha dubbi: «Se nel cuore dei giovani che hanno ucciso Raffaele ci fosse stato anche una sola briciola d'amore per

Gesù non avrebbero spezzato la vita di un loro coetaneo». Neppure uno come lui, che in quindici anni di sacerdozio «ho tristemente celebrato molti funerali di giovani morti per droga, incidenti stradali e per malattie» sa darsi pace di fronte «al corpo di un giovane così martoriato e sfigurato». E aggiunge: «Non si può descrivere né si potrà mai cancellare il dolore dal cuore dei genitori per la vita spezzata di un figlio dalla ferocia dell'uomo». Ai funerali, oltre ad amici e parenti, c’erano numerose persone che non avevano mai conosciuto Raffaele ma hanno imparato ad amarlo dopo aver visto il suo viso d'angelo nelle foto pubblicate dai giornali. La bara bianca del ventunenne morto per difendere la fidanzata, ha lasciato la chiesa accompagnata da un lungo applauso e da una pioggia di petali di rose bianche. Tutti i suoi amici, a turno, hanno portato la bara sulla spalla fino al cimitero, percorrendo circa tre chilometri. «Raffaele era sempre pronto ad aiutare gli amici in difficoltà - dicono - Portare la sua bara sulle spalle ci fa sentire più vicino a lui». Al cimitero due lettere sfilano giù, accanto alla bara. Scrivono gli amici: «I tuoi assassini devono chiedere perdono a Dio, ai tuoi genitori e a noi».


lunedì 13 agosto 2007 - 13/08/2007 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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