«Chiarezza sulla morte di Umberto, non è giusto morire così». Parole forti pronunciate dal parroco della chiesa di Santa Maria Goretti, in via Fontanelle, dove è stato celebrato il funerale del parrucchiere stabiese, il cui salone a Pompei era divenuto un punto di riferimento anche per i vip. Sono 25 gli indagati per la tragica morte di Umberto Schettino, avvenuta lo scorso 11 gennaio all'ospedale Ruggi di Salerno dopo cinque giorni di agonia. Una caso di malasanità su cui ora indaga la magistratura, anche a seguito dell'autopsia, disposta dal pm Roberto Penna, che ha confermato i sospett
i in merito alle cure sbagliate nei confronti del parrucchiere, ricoverato nel giorno dell'Epifania e deceduto diversi giorni dopo. «Sia fatta chiarezza ma non per alimentare odio - spiega il parroco - bensì per evitare che tragedie simili possano capitare di nuovo. Il sorriso di Umberto era una finestra da cui si vedeva il cielo». Chiede giustizia anche la moglie, madre dei due figli del giovane parrucchiere, salutato per l'ultima volta da una folla commossa di persone che hanno dedicato un lungo applauso al feretro, testimonianza dell'affetto che ha sempre circondato un uomo a cui tutti hanno voluto bene.