Castellammare torna, quasi per inerzia, al centro delle dinamiche interne del Partito Democratico metropolitano. La sfida per la segreteria provinciale di Napoli tra Nora Di Nocera e Francesco Dinacci incrocia infatti uno scenario stabiese ancora irrisolto, segnato da fratture politiche, silenzi strategici e dall’ombra lunga delle inchieste giudiziarie.
Di Nocera, stabiese e dirigente del partito, ha ufficializzato la candidatura in un contesto in cui sembra meno solido di qualche giorno fa l'asse unitario intorno a Dinacci, attuale commissario del Pd cittadino. Uno scenario che, inevitabilmente, si riflette anche su Castellammare, dove il Pd non ha ancora assunto una posizione chiara nello scontro politico apertosi tra il sindaco Luigi Vicinanza e l’ex consigliere ed europarlamentare Sandro Ruotolo, dimessosi denunciando l’assenza di un argine netto alla camorra.
«Ho presentato la mia candidatura a Segretaria metropolitana del Partito democratico di Napoli», afferma Di Nocera, spiegando di aver accolto «l’invito di tanti compagni e compagne» e rivendicando la necessità di «un partito plurale» e di una maggiore pres
enza femminile nei ruoli apicali.
Sul fronte opposto Dinacci parla di una candidatura nata per dare continuità e unità: «Ho depositato la candidatura a Segretario Metropolitano del Partito Democratico di Napoli», sottolineando la richiesta che arriva «dalla nostra grande comunità politica» e richiamando il ruolo centrale di Napoli e dell’area metropolitana nella costruzione dell’alternativa alla destra.
A Castellammare, però, la partita è tutt’altro che astratta. Di Nocera e Dinacci sono entrambi figure chiave in un Pd che deve ancora sciogliere il nodo politico sul sostegno al sindaco Vicinanza dopo le accuse di Ruotolo. Un contesto ulteriormente appesantito dall’inchiesta della Dda che ha coinvolto Gennaro Oscurato, ex consigliere comunale di una lista civica di maggioranza.
In questo quadro, la corsa alla segreteria metropolitana assume anche il valore di un test politico per il futuro del Pd stabiese: non solo equilibri interni, ma anche la possibilità di esercitare una leadership chiara in una città che continua a essere un banco di prova decisivo per il centrosinistra.