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Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet. Ong: '116 morti e più di 2.600 arresti'

Manifestazioni a Teheran contro la repubblica islamica, la rete è bloccata da più di 60 ore. Tel Aviv in massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti a Teheran.

di Ansa


Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta Afp.
L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose.
Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran è quasi raddoppiato in poche ore, passando da 65 morti ad almeno 116, secondo l'ultimo aggiornamento dell'ong statunitense Human Rights Activists News Agency.
Lo riporta Sky News, aggiungendo che sette delle vittime sono minorenni. La maggior parte delle persone è stata uccisa da munizioni vere o da colpi di arma da fuoco a pallini, prevalentemente da distanza ravvicinata, sostiene l'ong, secondo cui 37 delle vittime sarebbero membri delle forze armate o di sicurezza, mentre una di loro è un pubblico ministero. L'Hrana ha anche riferito che 2.638 persone sono state arrestate.

Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News

I gruppi per i diritti umani avevano già segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoc

cupazione per l'intensificazione della repressione da parte delle autorità. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento, dopo aver avvertito che l'Iran era in "grossi guai" per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.

Ma Teheran avverte che "qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi" nella regione, definiti "obiettivi legittimi": lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, rivolgendosi ai deputati.

Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste, rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. "La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese", scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore". 
   
'Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran'
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione. 


domenica 11 gennaio 2026 - 10:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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