Napoli Calcio

Napoli-Sassuolo 1-0. Cristian Stellini «I ragazzi hanno dato più di quello che avevano: ora serve l'aiuto del mercato»

«Senza rotazioni è dura. Preoccupato per chi è uscito oggi»

di Giovanni Minieri


Non parla da semplice vice, Christian Stellini. Parla da custode di un gruppo che sta raschiando il fondo del barile delle energie. Al termine della battaglia contro il Sassuolo, le sue parole in sala stampa non sono un'analisi fredda, ma un manifesto di protezione verso una squadra che "ha dato più di quello che aveva".

L'appello per il futuro: "Abbiamo bisogno di forze fresche"
Il pensiero più profondo, che ribalta ogni logica di classifica, va all'infermeria. Stellini non usa giri di parole: c'è una preoccupazione sincera che aleggia sulle prossime sfide. Con i "lungodegenti" ancora lontani dal rientro, il tecnico lancia un messaggio che sa di necessità vitale: servono rotazioni, serve l’ossigeno del mercato, serve ricostruire un gruppo che oggi è ridotto all'osso.

Mentre Rrahmani e Politano sono ancora nelle mani dei medici e della fisioterapia, avvolti dal silenzio di una valutazione che arriverà solo col nuovo giorno, Stellini ammette che non si può chiedere l'impossibile per sempre. "Non siamo qui a criticare", dice con calore, "ma a dare valore a ragazzi che stanno andando oltre ogni limite".

Il tormento di Neres e la caccia al gol
C'è quasi una sofferenza fisica nel modo in cui Stellini racconta il calvario di David Neres. Descrive la fragilità di un talento che vorr

ebbe sprigionare velocità, ma sente le articolazioni cedere sotto la trazione dello scatto. Tre giorni di dubbi, di feedback continui, nel tentativo di regalargli una condizione accettabile per poter calcare il prato del Maradona.

E se gli attaccanti restano ancora a secco in questo inizio di 2026, il tecnico non punta il dito. Ricorda le occasioni di Elmas, il peso di Hojlund come riferimento costante. La mancanza di gol non è una colpa, ma il riflesso di una squadra che sta spendendo tutto per difendere la propria identità.

La cronaca di una fatica lucida: correre all'indietro
Solo guardando al campo, Stellini ritrova il filo di una partita che è stata un'altalena di emozioni. Il Napoli aveva iniziato con la bellezza delle giocate cercate dai suoi trequartisti, trovando un vantaggio meritato. Poi, però, la luce si è affievolita.

È qui che il racconto si fa crudo: i passaggi sbagliati, i controlli difettosi, quelle ripartenze concesse che costringono a una "corsa all'indietro" che toglie il fiato e la ragione. Di fronte alla classe di un Matic capace di fare la differenza da solo, il Napoli ha dovuto scegliere la strada meno estetica ma più nobile: la resilienza. La squadra si è compattata, soffrendo e proteggendo il risultato con le unghie, trasformando la mancanza di lucidità in pura forza di volontà.


sabato 17 gennaio 2026 - 22:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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