La presenza di animali vaganti sul Monte Faito torna al centro dell'attenzione della Prefettura di Napoli. Nella mattinata del 2 ottobre si è tenuta a Palazzo di Governo una nuova riunione di aggiornamento convocata dal prefetto Michele di Bari, nell'ambito del percorso avviato da mesi per affrontare la presenza di animali, e in particolare di cani randagi, nell'area montana a cavallo tra i territori di Castellammare di Stabia e Vico Equense.
Al tavolo hanno preso parte il sindaco di Vico Equense, rappresentanti del Comune di Castellammare di Stabia, della Questura, della Guardia di Finanza di Napoli, dell'Asl Napoli 3 Sud e di Eav. L'incontro è servito a fare il punto sulle attività già svolte e sulle prossime iniziative.
Secondo quanto riferito dalla Prefettura, gli interventi congiunti messi in campo dalle istituzioni hanno consentito di ridimensionare in maniera significativa la presenza dei cani randagi sul Faito. La situazione, tuttavia, continua a essere monitorata e gli enti hanno concordato sulla necessità di proseguire con azioni coordinate, con un duplice obiettivo: garantire il benessere degli animali e, allo stesso tempo, la sicurezza di residenti, escursionisti e di tutti coloro che frequentano la montagna.
Un problema affrontato da oltre un anno
La questione non è nuova. Già nel settembre 2025 la Prefettura aveva convocato un vertice al quale parteciparono i sindaci di Castellammare di Stabia, Pimonte e Vico Equense, insieme alle forze dell'ordine, all'Asl Napoli 3 Sud e al rettore del Santuario di San Michele al Faito. In quell'occasione era stata evidenziata la presenza non soltanto di cani, ma anche di cavalli vaganti, con la decisione di istituire una task force e programmare successivi tavoli tecnici.
Il tema era tornato sul tavolo della Prefettura anche nel marzo 2026. Anche allora le istituzioni avevano parlato di un fenomeno significativamente ridimensionato grazie agli interventi effettuati, decidendo comunque di mantenere attivo il coordinamento.
Negli ultimi mesi la gestione della presenza dei cani ha però aperto anche un confronto sul destino degli animali trasferiti nelle strutture di ricovero.
Tredici cani adottabili nel canile di Boscotrecase
Un elemento emerso nelle attività più recenti riguarda infatti i cani provenienti dal Faito e attualmente ospitati presso il canile The Dog Park di Boscotrecase.
Secondo una segnalazione pubblicata il 26 settembre dal collet
tivo Voce Animale, nel corso di un precedente tavolo tecnico del 7 settembre l'Asl Napoli 3 Sud avrebbe indicato in 13 gli animali adottabili presenti nella struttura, riferendo anche dell'arrivo di alcune richieste di adozione. La stessa associazione ha chiesto di agevolare l'accesso alla struttura e la realizzazione di materiale fotografico per favorire la conoscenza dei cani e le eventuali adozioni.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali le istituzioni intendono ora concentrare l'attenzione. Nel corso dell'ultimo vertice è stata infatti condivisa la necessità di agevolare il più possibile le adozioni dei cani attualmente ricoverati a Boscotrecase, naturalmente nel rispetto delle procedure e della normativa vigente.
L'obiettivo è quindi evitare che la soluzione al problema degli animali vaganti si traduca semplicemente nello spostamento dei cani dalla montagna alle strutture di ricovero, favorendo invece, quando le condizioni lo consentono, percorsi di adozione responsabile.
Il nodo della convivenza sul Faito
La vicenda del Faito ha generato negli ultimi mesi anche un confronto tra istituzioni e volontari sulla gestione degli animali presenti sulla montagna. Già nel marzo scorso alcune associazioni e persone che da tempo si occupano dei cani del Faito avevano contestato la rappresentazione del fenomeno come problema esclusivamente legato alla sicurezza, sostenendo che diversi animali fossero già sterilizzati e microchippati e chiedendo maggiore attenzione alla loro gestione e alla convivenza con gli escursionisti.
Nel frattempo, la Prefettura ha scelto di mantenere un approccio coordinato che coinvolge amministrazioni comunali, forze dell'ordine, servizi veterinari e soggetti che operano sul territorio.
Il nuovo vertice conferma dunque una linea già avviata: ridurre la presenza di animali vaganti attraverso interventi congiunti, continuare il monitoraggio del territorio e, parallelamente, cercare una sistemazione definitiva per i cani già catturati e trasferiti in canile.
Una questione che interessa direttamente anche Castellammare di Stabia, dal momento che il Monte Faito rappresenta un'area di confine e una delle principali porte di accesso alla montagna dal versante stabiese. Il tema della sicurezza e della fruibilità del Faito è particolarmente attuale dopo le recenti criticità che hanno interessato l'area, comprese le frane e le colate di fango registrate a Pozzano il 25 settembre.