Un epilogo veramente brutto per l’incidente verificatosi in spiaggia lunedì a Meta. Il giovane bagnante quindicenne che si era ferito battendo la testa, durante un tuffo dal molo, lato Resegone, ha riportato una brutta frattura alle vertebre c4 e c5 e una lesione midollare.
La diagnosi, formulata dai sanitari dell’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove il ragazzo è stato trasferito d’urgenza in eliambulanza dopo le prime cure ricevute al nosocomio Santa Maria della Misericordia a Sorrento, pare non lasciare dubbi alla gravità del trauma, che era sembrato subito importante a causa della sintomatologia del paziente.
Il giovane infatti, fin da subito, aveva raccontato sia ai bagnanti e ai bagnini che lo avevano per primi soccorso, sia al personale dell’ambulanza del 118, prontamente giunta sul posto, di avere difficoltà a muovere entrambe le gambe e un braccio e l’equ
ipe del direttore dell’unità operativa complessa di Neurochirurgia, Pasquale De Marinis, dopo l’iter diagnostico, non ha potuto fare altro che confermare la paraplegia del ragazzo.
Si spera da più parti che grazie ad un intervento chirurgico e ad una successiva riabilitazione, il giovane traumatizzato, possa riprendere la funzionalità degli arti, mentre i cittadini metesi hanno sin da subito espresso dolore e sgomento per l'accaduto, che li ha riportati con la memoria ad un simile tragico evento verificatosi qualche anno fa.
Intanto, il dibattito sulla sicurezza delle spiagge, che aveva avuto il suo avvio dopo l’ordinanza del sindaco metese, Giuseppe Tito, che dal 4 luglio inibisce l’accesso alle spiagge della cittadina costiera ai non residenti, tranne dal giovedì alla domenica e con regolare abbonamento presso i lidi, si è ulteriormente acceso dopo l'incidente.