Cronaca

Massa Lubrense - Punta Campanella, fototrappole e Dna ambientale per monitorare la foca monaca

Installati dall'Ispra e dall'Area Marina Protetta 3 dispositivi in 2 siti sensibili. Prelevati altri campioni di acqua alla ricerca di tracce della specie.


Tre videocamere fototrappola installate in 2 punti ritenuti idonei alla presenza della foca monaca tra penisola sorrentina e costiera amalfitana. L'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e l'Area Marina Protetta di Punta Campanella intensificano le attività di monitoraggio della rara specie avvistata più volte nell'ultimo anno nella zona che rientra nel sito europeo Natura 2000, la ZSC ( Zona Speciale di Conservazione) Fondali marini di Punta Campanella e Capri.

Le videocamere sono state installate all’interno di alcune grotte costiere, per documentare l'eventuale presenza della foca monaca e studiare le abitudini di frequentazione. Effettuati anche nuovi campionamenti di acqua marina e di organismi filtratori per l’analisi del DNA ambientale.

Per i ricercatori dell'Ispra "questa tecnica, innovativa per le Aree Marine Protette, consente di identificare le specie presenti nella zona, analizzando le tracce genetiche disperse nell’ambiente marino, offrendo nuove opportunità per migliorare il monitoraggio della biodiversità marina, e ulteriori indizi ad hoc sulla presenza della stessa foca monaca, da integrare e intercalibrare con i metodi di monitoraggio tradizionali".

"Rinnoviamo l'appello a pescatori, diportisti e sub di prestare la massi

ma attenzione in caso di avvistamento di un esemplare di foca monaca, rallentando, allontanandosi prontamente, evitando rumori e qualsiasi tipo di interazione- sottolinea il Direttore dell'Amp Punta Campanella, Pierluigi Capone- Fondamentale segnalare e condividere l'avvistamento con l' Ispra, con l''Area Marina Protetta e con la Capitaneria di Porto".

È trascorso poco più di un anno dalla prima, storica, segnalazione nelle acque di Punta Campanella dove la Foca non si vedeva da quasi un secolo. Da quel giorno di fine aprile con l'avvistamento dall'alto, nel territorio di Massa Lubrense, è stato un susseguirsi di segnalazioni, video e foto in tutta la Campania. Da Ischia fino al Cilento, con circa 30 avvistamenti soltanto tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. L'attenzione delle istituzioni, pertanto, resta molto alta per tutelare una specie a rischio di estinzione( circa 700 esemplari stimati in natura) che sembrava ormai sparita per sempre da queste zone di mare.

Le attività dell''Ispra con l'Amp Punta Campanella e con altre aree marine protette italiane rientrano nel progetto PNRR digitAp che sta dotando il sistema delle AMP italiane di strumentazione avanzata e competenze tecnico-scientifiche necessarie per raccogliere informazioni chiave a supporto della loro gestione.


sabato 30 maggio 2026 - 13:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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