Cronaca

Lettere - Orazzo era finito nella 'black list' dei clan

Il business della droga dietro il suo omicidio. O’piscariell è stato ucciso da un cecchino infallibile.

di Simone Rocco


Il business della droga dietro l’omicidio di Ciro Orazzo. Con il trascorrere delle ore, gli inquirenti sembrano aver individuato la pista giusta, per dare una chiave di lettura al grave episodio di sangue verificatosi nella frazione Fuscoli. O’piscariell è stato ucciso da un cecchino infallibile. Contro di lui sono stati esplosi almeno 20 colpi di fucile da caccia. Il 54enne, pregiudicato sempre per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti (nel 2014 fu arrestato perché sospettato di aver messo su una rete internazionale per importare marijuana dal Venezuela) è stato attirato in una trappola mortale, sui tornanti della provinciale che collega Casola di Napoli con Lettere. Intanto anche stamane sono continuate le perquisizioni, fa

tte dai carabinieri, nelle abitazioni di diversi pregiudicati del posto. Le indagini sono affidate ai carabinieri del nucleo operativo di Castellammare, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia, insieme alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Secondo quanto emerso dai primi riscontri, i killer avrebbero atteso Orazzo dietro un cartellone pubblicitario di un ristorante, all’imbocco di una curva. Appena il 54enne si è trovato sul tornante, a bordo della sua Fiat Panda, si è scatenata la tempesta di fuoco. Secondo gli inquirenti, Orazzo sarebbe finito da tempo nel mirino dei clan della zona. Tanto più che, diversi mesi fa, fu colpito da diversi colpi di pistola mentre si trovava fuori al balcone di casa, a Casola di Napoli.

Lettere - Agguato di camorra, ucciso Ciro Orazzo


Monti Lattari/Castellammare - Omicidio Ciro Orazzo: i fiumi di droga e di denaro senza controllo


sabato 14 ottobre 2017 - 13:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca