In casa Juve Stabia non è un giorno qualsiasi: i gialloblé, infatti, oggi festeggiano ben 113 anni di storia. 1907-2020, un percorso lunghissimo fatto di gioie e delusioni, di entusiasmo e rassegnazione. Una trama caratterizzata, soprattutto, dall’immensa passione che lega il popolo stabiese alle Vespe. In una città, Castellammare, dove i sogni sono sempre stati l'unico appiglio ai problemi di routine. Un legame che si è trasmesso di padre in figlio e che ha abbattuto le barriere del tempo. Dallo Stabia Sporting Club all’Associazione Calcio Stabia, dal Comprensorio Stabia all’odierna Juve Stabia: un amore rimasto immutato, nonostante i cambiamenti e oltre qualsiasi categoria. Una storia di cui andare fieri. Un club, uno dei più antichi della Campania e del Mezzogiorno d’Italia, che deve inorgoglire ed esaltare i suoi tifosi e un intero territorio. Il calcio a Castellammare diventa metafora, allora, di un qualcosa di più grande e nobile. Il calcio diventa riscatto. Credere che qualcosa qui, in questa terra, possa funzionare: addirittura evolversi e migliorare.
La vittoria nel Campionato Campano del 1945, quando nelle Vespe militava il celebre Romeo Menti. La Serie B conquistata nel 1951 sul neutro di Firenze contro il Foggia con doppietta di Cereseto. Gli anni dei continui fallimenti, dell’Eccellenza e della Serie D. Il Presidente Fiore. La finale playoff persa al San Paolo contro la Salernitana nel 1994 e quella persa contro il Savoia al Partenio di Avellino nel 1999. I gol di Fontana e Musella. La vittoria in Coppa Italia contro la M
assese per 4-2. Le corse di Ambrosi sotto la Curva e il tridente Sibilli-Ingenito-Castaldo. La vittoria contro il Napoli per 3-1 in un Menti gremito. Gli anni di Manniello, la promozione in C1 con Rastelli e la finale playoff vinta allo Stadio Flaminio contro l’Atletico Roma. La Serie B con Piero Braglia, il gol di Sau al Marassi di Genova, il derby con la Nocerina e la “melina” del Torino a Castellammare. La rete di Gomez annullata a Bassano, il condottiero Fabio Caserta e la vittoria del campionato di Serie C. Frammenti di storia. Passato e presente che si mescolano, con un’unica certezza: post fata resurgo. La Juve Stabia è caduta, ma si è sempre rialzata. E lo fa da ben 113 anni.
Le Vespe festeggiano 113 anni di storia in piena emergenza Coronavirus, in un momento particolarmente delicato per l’intero Paese. Il sistema sanitario è in crisi, milioni di persone sono costrette alla quarantena ed anche il calcio, ovviamente, ha chiuso i battenti. L’abbraccio dei tifosi alla Juve Stabia dovrà essere necessariamente rimandato. La speranza comune è quella di tornare presto alla normalità: stringere forte i propri cari e godersi appieno le meraviglie della vita. Normalità che vuol dire anche riempire le gradinate del Menti. Gli stabiesi torneranno a cantare ed esultare tutti assieme. La Curva San Marco tonerà ad essere una bolgia. “Distanti oggi per abbracciarci con più calore domani”. Andrà tutto bene, buon compleanno Juve Stabia.