Un pareggio che sta terribilmente stretto. La Juve Stabia si ritrova per la seconda partita consecutiva a dover fare i conti con un risultato che non rende merito ad una prestazione per lunghi tratti di altissimo livello. «Abbiamo fatto tutto da soli – ammette mister Caserta –, sia la rete del vantaggio che quella del pari portano la nostra firma. Il rammarico è tanto, come a Matera abbiamo offerto un’ottima prestazione trovandoci poi costretti ad accontentarci di un solo punto. Dividere la posta in palio con una squadra che non ha mai tirato in porta amplifica questo senso di insoddisfazione anche se l’esperienza mi insegna che questo è il calcio». Spartiacque della gara è stata suo malgrado la sostituzione di Paponi. «Si tratta sicuramente di un problema muscolare, possiamo solo augurarci che possa saltare solo qualche partita e non sia costretto a restar fuori a lungo. Daniele è un elemento fondamentale per la nostra formazione, è chiaro che poter contare su di lui nel finale ci avrebbe avvantaggiati notevolmente. La gestione degli altri cambi? Ero del parere che i ragazzi stessero facendo bene e che potessero puntare alla vittoria con gli elementi in campo. Dopo l’ingresso di Strefezza siamo passati essenzialmente ad un 4-2-3-1 se parliamo di numeri, anche se io proferisco soffermarmi sull’abnegazione del collettivo». Qualche protesta da parte dei gialloblù è giunta per un rigore non decretato. «Morero ha confermato di esser stato trattenuto nettamente in area – taglia corto Caserta –, mi auguro che prima o poi determinati episodi girino anche a nostro favore. Mi fanno ridere in tal senso i colleghi che guardano in casa d’altri, non si può sorvolare su casi eclatanti». Ora sotto con il Cosenza di Braglia nella settimana in cui sono giunti i complimenti di un altro ex. «Le parole al miele di Salvatore Di Somma mi rendono felice – ammette Caserta, che del ds è stato calciatore all’Igea Virtus e poi proprio alla Juve Stabia –, è un uomo che ha fatto tantissimo qui ed altrove. Io ed i ragazzi daremo l’anima per continuare a far bene iniziando, ovviamente, dalla partita di Cosenza. Fondamentale sarà resettare tutto e ripartire, questo risultato non deve lasciare strascichi. Al San Vito dovremo recuperare i punti persi con il Francavilla». I pugliesi si tengono di contro stretto il pareggio del Menti. Al termine dell’incontro pareggiato 1-1 grazie ad un’autorete del difensore gialloblù Bachini nella ripresa, mister D’Agostino analizza la prestazione dei propri uomini con invidiabile razionalità. «È stata una gara molto particolare in uno stadio dove tutte le formazioni sono consapevoli di dover soffrire – sottolinea il tecnico biancoceleste –, probabilmente con un approccio differente avremmo potuto far meglio sia in termini di prestazione che di risultato. Nel primo tempo, nel dettaglio, siamo partiti bene per poi lasciar campo ai nostri avversari che sono riusciti a trovare il vantaggio nel recupero non demeritando. Nella ripresa siamo migliorati notevolmente dimostrando un atteggiamento ben
differente che ha poi prodotto il meritato gol del pareggio. Con un pizzico di convinzione in più avremmo persino potuto cercare il grande blitz in una fase di gioco in cui la Juve Stabia aveva perso brillantezza, anche se sono onesto nell’affermare che questo risultato è ugualmente ben accetto». Tra gli episodi determinanti della gara vi è stato l’uscita di Paponi per infortunio. «Inutile nasconderlo, è uno degli attaccanti più forti della categoria. La sua assenza ci ha avvantaggiati in quanto i campani hanno perso un riferimento prezioso in avanti per come sa far salire la squadra e creare la superiorità numerica, fattore che di riflesso ci ha spinti anche ad alzare un po’ il baricentro della nostra azione. A rendere ancora più giusto il verdetto del campo è il fattore che vedeva comunque ambedue le formazioni costrette a sopperire ad emergenze di spessore in settori nevralgici per la manovra, esame che la Virtus può dire di aver superato positivamente». La Juve Stabia ha contestato l’arbitraggio. «Anche se non conosco gli episodi specifici cui fanno riferimento – afferma D’Agostino –, posso comprendere il malcontento delle vespe. Io e Caserta siamo uomini con alle spalle oltre 20 anni di calcio di alto livello e vedere un assistente indeciso anche sulle rimesse laterali ci lascia spiazzati. Preferisco dribblare questa tematica per venir incontro a chi ci chiede di collaborare con le terne, anche se è evidente il come in altri campionati europei gli arbitri dialoghino molto con calciatori ed allenatori mentre in Italia si è ancora restii con effetti palesi sul rendimento collettivo». Il D’Agostino tecnico è molto differente dal calciatore che fu. «È in corso un lavoro intenso su me stesso, quando ero in campo non lasciavo sfuggire nulla ai miei compagni e li affrontavo negli spogliatoi lasciando prevalere l’istintività. Ora che sono in panchina chiaramente devo per forza di cose essere più razionale e talvolta sto imparando a lasciar correre in caso di eventuali errori non di rilievo. Una cosa è certa, aver giocato da regista mi sta aiutando in quanto ero già abituato ad osservare il gioco ed i movimenti della mia squadra nella sua totalità. La linea verde adottata dalla società mi consente tra l’altro di poter contare su una rosa sempre motivata e desiderosa di crescere per raggiungere traguardi sempre più prestigiosi». Non ha dubbi il trainer biancoceleste sugli aspetti su cui dovrà lavorare il proprio organico. «Questa sfida insegna che l’approccio alle gare è determinante – spiega D’Agostino –, in avvio siamo stati poco incisivi non impostando il gioco come sappiamo. L’obiettivo è ripartire dalla reazione avuta nella ripresa con la consapevolezza che in futuro con maggiore cattiveria potremo far nostre partite come questa approfittando delle difficoltà degli avversari di turno. I conti li faremo alla fine, la classifica oggi è utile solo per il morale». Vietato distrarsi, il cammino dinanzi alla Virtus è ancora lungo.