Un inatteso turno di riposo per preparare al meglio il delicatissimo rush finale in chiave play-off. La Juve Stabia, dopo il successo di Potenza, osserverà questo pomeriggio la seconda domenica di stop in tre settimane in virtù del jolly rinvio giocato dal Catanzaro decimato dal Covid. Se sul piano atletico questa pausa potrebbe far comodo per cercare di svuotare almeno in parte l’infermeria, su quello psicologico avrebbe fatto più che comodo arrivare allo scontro diretto per il quarto posto con il morale alle stelle frutto dei sette successi esterni consecutivi e dei cinque complessivi tra casa e fuori. Mister Padalino ha variato solo in parte la tabella degli allenamenti che si sono svolti come da copione classico sino alla comunicazione ufficiale dello slittamento per poi variare la tipologia di lavoro negli ultimi due giorni. Da domani le attività si svolgeranno come da settimana tipo con l’obiettivo di arrivar pronti sia al derby di Caserta che ai due match interni contro Catanzaro e Foggia, tre scontri diretti che, nel giro di sette dì, definiranno la griglia play-off e il piazzamento che le vespe andranno ad occupare. Centrare
il quarto posto, anche alla luce dell’altalenante girone di andata, rappresenterebbe un traguardo straordinario che, oltretutto, consentirà al club migliore tra quelli giunti giù dal podio nei 3 gironi di accedere direttamente alla fase nazionale. Tre sfide che all’andata, affrontate in ordine differente perché ad esser frenata dal Covid nella data d’origine fu la Casertana, portarono in dote 2 soli punti al netto di altrettanti pareggi strettissimi al Ceravolo e allo Zaccheria. Stavolta in campo vi sarà una Juve Stabia differente negli uomini, nel modulo e nello spirito, il mix perfetto per sognare un finale in crescendo per una squadra che, sotto sotto, inizia a credere di poter davvero dire la sua per la conquista della categoria superiore. Al termine della regular season, che vedrà i gialloblù chiudere affrontando la già promossa Ternana al Liberati, mancano ormai solo tre settimane in cui sarà fondamentale serrare le fila per proseguire il percorso di crescita frutto delle idee di mister Padalino, della leadership di Marotta e della coesione tra dirigenza, staff e calciatori. Uniti si può sognare.