Esame di boemo per la Juve Stabia. Messasi alle spalle la contestazione post Catanzaro che ha spinto alle dimissioni il socio Giuseppe Langella, la formazione gialloblù si appresta ad affrontare la delicata trasferta di Pescara in programma sabato alle ore 14.30. Di fronte Sandro Pochesci si troverà Zdenek Zeman, tornato alla guida dei delfini per la terza volta in carriera dopo averli portati in serie A nella stagione 2011/12 e averli allenati nuovamente tra il febbraio 2017 e il marzo 2018. Subentrato all’esonerato Alberto Colombo, l’allenatore classe 1947 dovrebbe ripartire dal 4-3-3. Diversi i dubbi di formazione, partendo dalle condizioni precarie di Desogus, Kraja e Gozzi, con al momento solo il primo che sembrerebbe poter sperare in una convocazione. Tra i pali andrà Plizzari, in difesa andranno molto probabilmente l’ex Cancellotti, Brosco, Boben e Crescenzi, Palmiero dovrebbe fungere da faro della mediana con a sostegno Gyabuaa e Mora. Bagarre in avanti, dove Cuppone appare in vantaggio su Vergani e Lescano per una maglia al centro del tridente che dovrebbe essere completato da Merola e Delle Monache. Un assetto iperoffensivo che in queste ore sta imponendo serie riflessioni in un Pochesci consapevole d
ella statistica che ha visto la propria squadra incassare 7 reti nelle ultime 2 partite disputate a Foggia e in casa con il Catanzaro. L’ipotesi 3-5-2 appare la più accreditata qualora Mignanelli dovesse risultare arruolabile per tutti i 90 minuti. In caso contrario, al netto dell’assenza in rosa di altri calciatori in grado di interpretare le due fasi con la medesima efficacia, l’allenatore laziale potrebbe optare per un ritorno al 3-4-1-2 con l’obiettivo di impedire al Pescara di guadagnare campo. Da scartare, al momento, appare il caro vecchio 4-3-3 con cui Colucci, calcoli alla mano, ha realizzato un autentico miracolo sportivo facendo del pragmatismo il proprio credo. Ore di profonda meditazione in vista di quello che si annuncia essere un crocevia delicato per la stagione gialloblù sia sul piano della classifica che, soprattutto, dell’umore di una rosa che sembra aver svanito quella cattiveria agonistica che le aveva consentito di sbancare Viterbo con Lucenti in panchina e tenere testa con onore al Crotone nel giorno del debutto dell’attuale tecnico. Perdere a Pescara, rosa alla mano, può starci, fondamentale sarà difendere l’onore dopo le ultime due imbarcate senza alibi.