Juve Stabia

Juve Stabia - Tre sconfitte nelle ultime sei partite, ma il 4-2-3-1 è davvero così indigesto?

Le vespe a Matera hanno pagato a caro prezzo un approccio pessimo al match, eppure con il nuovo assetto tattico Pancaro ha ottenuto risposte esaltanti nei primi tempi contro la Salernitana e il Benevento

di Mauro De Riso


7 dicembre, stadio Arechi. Fra la sorpresa generale vengono annunciate le formazioni del big match di giornata tra Salernitana e Juve Stabia e tra le fila gialloblù figurano i due nuovi innesti, Polak e Lepiller, la cui presenza in campo era assolutamente impronosticabile alla vigilia. L'esordio del 4-2-3-1 fu, invero, a dir poco esaltante, dato che le vespe nel primo tempo sottomisero la prima della classe fra le loro mura amiche, chiudendo la frazione in vantaggio di un solo gol a fronte di una serie clamorosa di occasioni sprecate e di una fluidità di manovra che difficilmente si può ammirare in Lega Pro. Qualche sostituzione cervellotica con conseguente ritorno all'antico 4-4-2 e un pizzico di sfortuna hanno consentito ai granata di ribaltare la partita, ma l'impressione destata dai gialloblù fu devastante e rafforzò le certezze di tutta la piazza. La vittoria stentata contro il Melfi e il mezzo passo falso a Lamezia precedettero il secondo big match al Menti contro l'attuale capolista, il Benevento, anch'esso dominato ma capace di ribaltare il risultato in cinque minuti di follia totale che potrebbero davvero costare carissimi alle vespe di qui alla fine del campionato, un breve lasso di tempo coinciso con l'ennesimo ritorno al 4-4-2, il che confermò ulteriormente la bontà dell'assetto tattico adottato per la prima volta a Salerno. A Matera, dopo il successo arrivato quasi allo scadere ai danni del Catanzaro, è arrivata la terza battuta d'arresto, stavolta davvero cruenta, dato che ogni lacuna è emersa in maniera esponenziale. Il 4-2-3-1 è un modulo che si presta benissimo alle caratteristiche di questa Juve Stabia e non è da escludere che possa rappresentare il vestito ideale per una squadra che fa del possesso palla la sua arma migliore, ma forse non si addice ad una categoria in cui conta il cinismo piuttosto che la ricerca della giocata di prima e dello spettacolo. Se i duetti fra Lepiller (tuttora non al top della forma fisica) e Di Carmine fanno stropicciare gli occhi anche agli avversari, è evidente che l'assenza di un attaccante d'area non consenta di capitalizzare al meglio l'enorme mole di gioco creata. I due esterni offensivi, inoltre, svolgono insieme a Bombagi un grande lavoro senza palla, ma spesso si trovano lontanissimi dalla porta e sono costretti a cercare la conclusione dalla distanza oppure ad arrivare poco lucidi negli ultimi venti metri sprecando ghiotte occasioni da gol. La difesa, inoltre, ha subito nove reti nelle ultime sei gare, con una media di 1,5 gol a partita, non certamente un ruolino da prete

ndente alla promozione in B, e il recente scarso apporto delle riserve non sta contribuendo a far rifiatare gli undici titolari, alcuni dei quali (Jidayi e Contessa in primis)sembrano vittime di un evidente calo atletico. Proprio la panchina rappresenta un'altra nota stonata in questa fase del campionato, dato che la vivacità di Vella e Gammone appare ormai un lontano ricordo, mentre Caserta e Ripa non stanno fornendo il consueto contributo di qualità ed esperienza a cui avevano abituato i propri tifosi, forse perché infastiditi dalle voci di mercato che circolano in un periodo in cui stanno anche trovando, loro malgrado, poco spazio tra i titolari. L'idea di rispolverare Gomez, relegato in tribuna dopo l'impatto negativo nel secondo tempo in quel di Salerno, potrebbe rappresentare una soluzione valida per garantire una maggiore prestanza fisica nell'area di rigore avversaria ed anche l'inserimento di Burrai sarebbe una gradita novità per far rifiatare un altalenante La Camera. L'ipotesi, infine, di accentrare Lepiller, la cui classe è indispensabile per la squadra a fronte di una tenuta atletica che però non gli consente di rendere al meglio nel ruolo di ala sinistra, potrebbe anche tradursi in un 4-3-1-2 che consentirebbe al mister di rispolverare le due punte senza rinunciare ai suoi interpreti migliori. A scanso di equivoci, va riconosciuto a Pancaro e allo staff tecnico e dirigenziale il merito di aver costruito un gruppo capace di lottare per il vertice della classifica nonostante tutte le difficoltà emerse in estate nell'ambito della querelle relativa al possibile ripescaggio in B. La caratura tecnica e morale dei ragazzi è assolutamente encomiabile e il bel gioco ammirato al Menti da ormai quattro mesi sta facendo dimenticare le nefandezze della scorsa stagione, ma l'eventualità di gettare alle ortiche l'ottimo lavoro svolto da agosto ad oggi sarebbe un autentico peccato, dato che ormai i play-off rappresentano quasi l'obiettivo minimo stagionale in virtù del dominio, purtroppo vano, mostrato da questa Juve Stabia contro le grandi del torneo. Risalire la china dopo la brutta prestazione offerta venerdì potrebbe rappresentare l'ennesima prova di maturità per un gruppo che soltanto attraverso i risultati può trarre ulteriori conferme della propria forza, a partire magari dal prossimo decisivo derby contro la Casertana, crocevia fondamentale per comprendere le ambizioni delle vespe in questo girone di ritorno da vivere col cuore in gola con l'ipotesi tutt'altro che remota dell'emozionante appendice dei play-off.


domenica 18 gennaio 2015 - 01:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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