Uno ha orchestrato la manovra, l’altro ha chiuso il match. Davide Di Gennaro e Luigi Canotto hanno rappresentato l’arma in più di una Juve Stabia tanto determinata nella gestione del risultato quanto cinica nella concretizzazione del gioco nei momenti cruciali del derby vinto contro la Salernitana. «Questa vittoria ci rende orgogliosi – ha ammesso il regista ai microfoni di Dazn –, abbiamo disputato una grande gara concedendo davvero poco ai nostri avversari. Abbiamo finalmente trovato i giusti equilibri al Menti grazie alla spinta dei nostri splendidi tifosi, ora il nostro obiettivo è migliorare il rendimento in trasferta alla luce delle recenti prestazioni non esaltanti». Una gara che per Di Gennaro aveva un sapore particolare. «L'anno scorso a Salerno ho pagato io per tutti e i diretti interessati sanno a cosa mi riferisco. Con i compagni non ho mai avuto nessun problema, dunque sono stato contento di rivederli in occasione di una partita che al calcio di inizio è stata come tutte le altre. Personalmente sono felice per aver giocato interamente la prima gara dop
o oltre due anni e mezzo a dir poco tribolati. A 31 anni non ho più nulla da dimostrare a nessuno, voglio solo tornare ad essere me stesso per dare una mano alla Juve Stabia». Chi un contributo enorme alla causa lo sta dando già da qualche tempo è un altro ex di turno, l’autore del raddoppio Luigi Canotto. «Dedico questo gol alla mia fidanzata che è incinta – ha spiegato l’esterno offensivo ai microfoni del canale Facebook della Juve Stabia –, abbiamo ottenuto una vittoria preziosissima per il morale e la classifica. Onestamente neanche ricordo eventuali pericoli concreti creati dalla Salernitana, ormai abbiamo compreso di essere una grandissima squadra in grado di lavorare all’unisono. Abbiamo totalmente cancellato le prime partite, siamo tornati a vivere alla giornata con quella determinazione che ci ha consentito di punire i nostri avversari nei momenti cruciali del derby, un fattore fondamentale in questa categoria. Il percorso è ancora lungo e tortuoso, dobbiamo continuare su questa strada per conquistare la salvezza». Uniti si può.