Juve Stabia

Juve Stabia - Sognando ''El Loco'', le vespe cercano nel passato la ricetta per riprendere la scalata in classifica

Il 24 settembre 2011 i gialloblù di Braglia superarono 3-2 i delfini di Zeman imprimendo una svolta alla propria stagione

di Gioacchino Roberto Di Maio


   L'esultanza di Horacio Nicolás Erpen

La Juve Stabia dovrà trarre ispirazione dal 24 settembre 2011. La sfida con il Pescara, in programma domenica allo stadio Romeo Menti, rappresenta un appuntamento cruciale per il futuro dell'undici di Colucci attualmente reduce da 2 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 3 partite disputate. Al di là del solo punticino conquistato sui 9 disponibili, a far suonare il campanello d'allarme è la scarsa verve offensiva di una squadra che, pur passando dal 4-3-3 al 3-5-2, non ha mai impensierito i portieri di Taranto e Catanzaro, mentre ha calciato una sola volta nello specchio, per altro coincisa con il gol di Santos, nel match casalingo disputato contro un Foggia in inferiorità numerica per più di un tempo. Il tecnico gialloblù, dopo la sconfitta del Ceravolo, ha denunciato l'assenza di "cazzimma" nei duelli individuali, evidenziando nel contempo il come gran parte dei gol nascano da palle recuperate e veloci ripartenze. Dinamica che, match alla mano, da troppo tempo non si verifica alle falde del Faito anche a causa di un fraseggio troppo spesso lento che consente alle squadre avversarie di schierarsi a difesa della propria porta. In uno scenario del genere, affrontare domenica il Pescara potrebbe rivelarsi positivo, essendo gli abruzzesi dediti al giocare per vincere, come dimostrato dai 13 punti ottenuti in trasferta sui 15 totali, bottino che la sola capolista Catanzaro è riuscita ad eguagliare. In trasferta i delfini hanno piegato Latina, Viterbese, Foggia e Potenza, mentre ad imporre loro il pareggio è stato il Giugliano in un

match contrassegnato da errori arbitrali ed espulsioni. Il 4-3-2-1 di mister Colombo, ribattezzato “Albero di Natale”, ai tempi del Milan di Ancelotti, potrebbe regalare maggiori spazi ad una squadra che fatica a trovarne. Nel 2011, ai tempi del primo campionato di serie B dell'epopea Braglia, a far svoltare il campionato della Juve Stabia fu proprio la partita casalinga contro il Pescara di Zeman, Verratti, Insigne e Immobile. I pronostici della vigilia facevano presagire un'ecatombe per i gialloblù che nelle prime 5 giornate avevano raccolto ben 4 sconfitte e uno scialbo pareggio per 0-0 a Crotone. Il tecnico toscano, sulla graticola, estrasse l'asso Erpen dalla manica e il funambolo argentino dimostrò in zona Cesarini, con il risultato fissato sul 2-2 per effetto delle reti di Togni, Danilevicius, Scozzarella e Immobile, il perché lo soprannominassero "Loco". Sotto la Curva Sud, il funambolo sudamericano lasciò partire un lob che superò Anania mandando in visibilio il Menti. Tre punti che diedero il là alla scalata gialloblù che non si concluse in zona playoff solo per effetto di una penalizzazione poi rivelatasi ingiusta e del regolamento dell'epoca che prevedeva l'accesso alla post season promozione solo alle squadre piazzatesi tra il terzo e il sesto posto. Ora la Juve Stabia avrebbe bisogno proprio di una magia, dell'estro di calciatori di talento in grado di cambiare una partita da un momento all'altro. E chissà che Colucci, proprio come Braglia, non riesca ad estrarre dalle maniche l'asso tanto agognato.


giovedì 27 ottobre 2022 - 14:12 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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