Giocatori rinchiusi in casa per due mesi. In periodo del lockdown nel calcio è accaduto di tutto, ma l’obiettivo rimane la conclusione dei campionati. Mancano solo comunicati ufficiali e lo stesso vale per la primavera. La Serie B torna in corsa: stando alle ultime news si spera nella ripartenza e non si esclude di giocare sotto il sole cocente di agosto. Tornando al discorso giovani, il settore giovanile quest’anno è in crescita, nonostante la carenza di strutture adeguate. A dirlo è stato due giorni fa Saby Mainolfi, responsabile della primavera della Juve Stabia, durante un’intervista ai microfoni del canale social ufficiale del club gialloblù.
«Gli allenamenti del settore giovanile sono terminati lo scorso 5 marzo, dato che la diffusione del contagio era già abbastanza alta. Probabilmente siamo stati tra i primi al Sud. Ho lavorato da casa per studiare la situazione d
elle rose. Al momento si prevedono allenamenti individuali per fine maggio per le scuole calcio. Il protocollo sanitario? Potrebbe servire solo ed esclusivamente per la Serie A, dove vi sono strutture adeguate. Prendiamo il caso della Samp come esempio: più di un giocatore contagiato costerebbe caro a una squadra che vuole salvarsi. Un calciatore positivo deve rifare tutte le visite per l’idoneità. Un settore colpito da questa crisi è proprio quello giovanile: dietro un settore giovanile ci sono i sacrifici di una società e di tante famiglie. La promozione in B della prima squadra è stata una rampa di lancio, ma bisogna ammettere che al Sud mancano le strutture adatte. È chiaro che le giovani speranze punti ai settori giovanili più strutturati come quelli dell’Atalanta o della Juve. Eppure per noi è una soddisfazione vedere i ragazzi convocati nella rosa di Caserta.»