Parte male, anzi malissimo, il campionato “post-covid” della Juve Stabia. Le Vespe, apparse spossate e fuori forma, cadono per 1-3, in trasferta allo Stadio Adriatico, contro un Pescara energico e arrembante. Una vittoria di valore per i Delfini che sorpassano i gialloblé in classifica e si portano a distanza di sicurezza dalla zona playout. Segnali negativi, invece, quelli provenienti dalla squadra di mister Caserta in vista dei prossimi impegni stagionali: a partire dal match contro il Livorno in programma il prossimo 26 giugno. Preoccupa, in particolare, la tenuta fisica e mentale delle Vespe. La partita della Juve Stabia, infatti, è durata appena 45 minuti, poi la stanchezza e la conseguente mancanza di lucidità hanno preso il sopravvento.
L’obiettivo salvezza impone un repentino cambio di marcia. Della partita contro il Pescara, a parte qualche spunto interessante nella prima frazione di gioco degli esterni offensivi Bifulco e Canott
o, nulla può essere salvato. All’Adriatico, in particolare, si è vista una squadra per nulla concreta ed incisiva in zona gol: appena due tiri in porta nei 90 minuti totali, di cui una scialba conclusione di Forte dai 30 metri. Si è visto, poi, un fraseggio sterile e disorganizzato a centrocampo: con l’esperimento del doppio play Di Gennaro-Calò miseramente fallito. Ed Infine si è assistiti ad una prestazione difensiva davvero preoccupante e sottotono, di cui gli errori di Germoni, a dir poco grossolani, sui gol di Pucciarelli e Zappa rappresentano soltanto la punta dell’iceberg.
Lo stop forzato di tre mesi, a causa dell’emergenza sanitaria, in quanto valevole per tutti, non può rappresentare un alibi. La Juve Stabia deve ritrovare la grinta e la determinazione che l’ha contraddistinta finora. Bisogna affrontare le nove restanti partite di campionato come fossero finali. Per la permanenza in Serie B è necessario un cambio di rotta.