Il tempo scorre incessante e le notizie positive tardano ad arrivare. La Lega serie B è quella sicuramente con molti più problemi e con decisioni ancora in alto mare. Mentre il campionato maggiore dovrebbe ripartire il prossimo giugno, la cadetteria deve ancora affrontare alcune grane, che nei giorni scorsi sembravano aver visto una luce positiva. Il consiglio federale si è espresso in queste ore, puntando alla serie B e alla serie C per farla ritornare ai suoi vertici, a discapito invece dei dilettanti che vedrebbero il loro stop definitivo. Gravina crede nella ripartenza e non vuole assolutamente fermare il campionato cadetto, in attesa del protocollo e di alcuni giorni di riflessione. L'ultima idea vedrebbe addirittura le retrocessioni automatiche ma andrebbero a scontrarsi con le società interessate portando in tribunale l'intera categoria. Non bisognerà creare disparità di trattamento tra le squadre e prendere quindi decisioni secondo uguaglianza, magari cristallizzando la classifica attuale. Bisognerà prendere una decisione equa anche circa il
taglio degli stipendio in caso di arrivederci al prossimo campionato o di decidere di riprendere il tutto con massima sicurezza. Tamponi, test seriologici, e squadre in ritiro, che comporterebbero maggiori costi economici che molte società non potrebbero sostenere. Balata per questo chiede riforme immediate, come già parlato nei giorni scorsi, tornando a giocare ed evitare strumentalizzazioni mediatiche, che farebbero del male al mondo del calcio. Il rischio di giocare ogni tre giorni porterebbe la possibilità di aumento di infortuni ma il via libera di virologi e medici sportivi, allontanerebbe gli scogli e i nodi da sciogliere. La Figc inoltre accelera lo stop fino al 14 giugno, ma l'obiettivo è ritornare a giocare in quel fine settimana. In caso di positività si dovrà poi decidere se andrà in isolamento l'intera squadra o il singolo giocatore. Se eventualmente si tornerà in campo, tutto sarà diverso, tutto porterà a nuove conseguenze. Ma le società ne sono consapevoli e attendono solo novità dal governo, che nel frattempo prende ancora tempo.